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Zelensky vuole i jet dopo i carri armati, Macron apre a Kiev: “Nulla è escluso”, ma Scholz tira il freno a mano – Il Riformista

La guerra in Ucraina

Carmine Di Niro — 30 Gennaio 2023

Zelensky vuole i jet dopo i carri armati, Macron apre a Kiev: “Nulla è escluso”, ma Scholz tira il freno a mano

Nulla è vietato per principio”. Con queste poche parole il presidente francese Emmanuel Macron apre sostanzialmente ad una possibile fornitura di jet da combattimento all’Ucraina, tema diventato ‘caldo’ dopo le richieste dello stesso numero uno di Kiev Volodymyr Zelensky, che si è già assicurato dagli alleati occidentali la fornitura di carri armati.

La richiesta di caccia era arrivata nei giorni scorsi dal leader ucraino, che da 11 mesi ormai guida il suo Paese nella guerra contro l’invasore russo. Zelensky aveva infatti chiesto jet e missili a lunga gittata per “fermare il terrore russo”.

Abbiamo bisogno di missili a lungo raggio – aveva spiegato Zelensky – per impedire ai russi di posizionare i loro lanciamissili lontano dalla linea del fronte e con essi distruggere le nostre città. Non dovrebbero esserci tabù nella fornitura di armi all’Ucraina per proteggersi dall’aggressione russa. Faremo tutto il possibile per garantire che i nostri partner aprano a questa fornitura vitale, compresa la consegna di missili Atacms, che hanno una gittata di 300 chilometri, e altre armi simili”, aveva detto Zelensky, spronando di fatto gli alleati a fare un nuovo passo in avanti nel supporto a Kiev.

A dare manforte al presidente era stato poi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. “Abbiamo nuovi compiti da davanti a noi: ottenere i jet da combattimento occidentali, nuove sanzioni e l’attuazione della Formula di pace”, cioè i 10 punti per la chiusura del conflitto proposti dal presidente ucraino, aveva detto Kuleba rivolgendosi agli alleati.

Appello raccolto da Macron, che però ha anche precisato che un eventuale aiuto a Kiev non deve “indebolire l’esercito francese”, sottolineando che “vedremo caso per caso”.

Posizione diversa rispetto a quella del cancelliere tedesco Olaf Scholz. Impegnato in una missione in America Latina, durante un incontro col presidente cileno Gabriel Boric il leader tedesco ha rinnovato ovviamente il suo sostegno all’Ucraina, ma che serve “un dibattito serio per prendere le decisioni che devono essere prese e questo non deve diventare una gara su chi manda più armi”.

Per questo ha ribadito, a differenze del suo collega francese, che non ha intenzione di inviare truppe o aerei da combattimento in Ucraina dopo avere invece accettato nei giorni scorsi di fornire 14 carri armati Leopard 2 di fabbricazione tedesca dopo una lunga trattativa con gli alleati occidentali.

A proposito dei carri armati promessi a Kiev, il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha dichiarato oggi che i tank arriveranno in prima linea in Ucraina prima dell’estate. “Sarà probabilmente verso Pasqua“, ha detto, come riporta il Guardian.

Il Regno Unito ha deciso l’invio di 14 carri armati Challenger, ma per motivi di sicurezza non è ancora stato reso noto il calendario dell’addestramento dei soldati ucraini su questi mezzi corazzati.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia

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