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Terremoto in Turchia e Siria, oltre 500 morti

Il sisma di magnitudo 7.8 ha causato danni enormi, allarme in tutto il Mediterraneo per il pericolo Tsunami, stop per alcune ore ai treni in sud Italia. Il governo italiano offre il supporto della Protezione civile

Un forte terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito nella notte il sud della Turchia e il Nord della Siria. I morti sono centinaia, 568 secondo l’Associated Press, ma il bilancio è probabilmente destinato ad aggravarsi. Intere città e villaggi sono stati devastati sui due lati del confine. Almeno 1.700 edifici sono crollati soltanto in Turchia, mentre il freddo intenso della notte ha reso i soccorsi ancora più urgenti.

Dopo la scossa principale, che ha spinto nelle strade gelide e innevate migliaia di persone, sono seguite venti scosse di assestamento, la più forte con una magnitudo di 6.6. Il maltempo intanto continua a rendere difficili i soccorsi e complica la vita ai sopravvissuti.

Il terremoto ha fatto scattare un’allerta Tsunami in tutto il Mediterraneo e la circolazione dei treni è stata temporaneamente sospesa in Puglia, Calabria e Sicilia.

Tra le principali città a essere colpite ci sono Gaziantep e Diyarbakir in Turchia e Aleppo e Hama in Siria, località diventate famose negli ultimi anni a causa della guerra civile siriana e del conflitto turco contro la minoranza curda.

Centinaia di migliaia di rifugiati siriani vivono in nella parte della Turchia colpita dal terremoto. In Siria, i soccorsi sono complicati dal fatto che l’area del disastro è a cavallo tra le zone controllate dai ribelli e quelle in mano al governo.

Dall’Italia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con una nota ufficiale di palazzo Chigi ha fatto sapere che segue costantemente, aggiornata dal dipartimento della Protezione civile, gli sviluppi del devastante terremoto: «Esprime vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite. La Protezione Civile italiana ha già fornito la propria disponibilità per contribuire al primo soccorso».

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