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Incannulamento ecoguidato dell'Arteria Femorale. Ruolo del Medico, dell'Infermiere e dell'OSS.

Qual è il ruolo del Medico, dell’Infermiere e dell’Operatore Socio Sanitario nell’incannulamento ecoguidato dell’Arteria Femorale?

In questo servizio, ispirato ad una ricerca di Paula Ferrada, Professor of Surgery, Medical Director, Surgical and Trauma ICU (VCU Health System), proveremo a descrivere il ruolo del Medico, dell’Infermiere e dell’Operatore Socio Sanitario nell’incannulamento ecoguidato dell’Arteria Femorale.

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L’incannulamento ecoguidato dell’arteria femorale – spiega Ferrada – utilizza l’ecografia in tempo reale (dinamica) per guidare la puntura arteriosa e un filo guida (tecnica di Seldinger) per posizionare un catetere attraverso l’arteria femorale e nell’aorta distale.
La guida ecografica è utile nell’incannulamento delle arterie non palpabili (p. es., a causa di obesità o di una piccola arteria).

Quando la guida ecografica e il personale qualificato (Medico Ecografista, Medico Chirurgia Vascolare o Cardio Chirurgia, Infermiere, Operatore Socio Sanitario) sono disponibili, si può utilizzare la guida ecografica.

Indicazioni per l’incannulamento ecoguidato della vena femorale.

Da utilizzare nei pazienti malati critici e instabili, in particolare in quelli con shock refrattario e insufficienza respiratoria:

  • Misurazione continua della pressione arteriosa;
  • Emogasanalisi arteriosa ripetuta (PO2, PCO2, pH);
  • Misurazione continua della funzione cardiaca, al posto del cateterismo dell’arteria polmonare;
  • Campioni di sangue ripetuti per gli esami di laboratorio.

L’incannulamento arterioso è utilizzato anche in situazioni di spostamenti massivi di liquidi o perdita di sangue (p. es., interventi chirurgici maggiori), supporto inotropo, ipotermia (anche indotta) e per l’angiografia e l’embolizzazione terapeutica.

Controindicazioni all’incannulamento ecoguidato della vena femorale.

Controindicazioni assolute:

  • Operatore ecografico non addestrato o inesperto;
  • Arteria non adatta, trombizzata, fortemente aterosclerotica, o inaccessibile come si vede dall’ecografia; un’arteria che non è né palpabile né rilevabile con l’ecografia (ossia, un sito arterioso non deve mai essere incannulato se non vi è un’arteria evidente);
  • Circolazione inadeguata (p. es., sindrome di Raynaud, malattia di Buerger);
  • Ustioni a tutto spessore;
  • Infezione locale nel sito di inserimento;
  • Catetere impregnato di antibiotico in un paziente allergico.

Controindicazioni relative:

  • Coagulopatia, inclusa la terapia anticoagulante (ad esempio per l’embolia polmonare); essa aumenta il rischio di sanguinamento al momento dell’estrazione del dente, ma questa deve essere bilanciata contro l’aumentato rischio di trombosi (ad esempio: ictus) in caso di sospensione della terapia anticoagulante; qualsiasi variazione sulla terapia anticoagulante va prima discussa con il medico che la gestisce e poi con il paziente;
  • Distorsione anatomica locale, traumatica o congenita o obesità macroscopica;
  • Anamnesi di pregresso intervento chirurgico o cateterismo della sede prevista: L’arteria femorale deve essere evitata dopo un intervento chirurgico di bypass vascolare (a causa di potenziali lesioni del bypass) e nei pazienti con insufficienza vascolare distale (per evitare di provocare un’ischemia);
  • Aterosclerosi;
  • Flusso collaterale inadeguato;
  • Pazienti non collaboranti: questi pazienti devono essere sedati se necessario.

Complicanze dell’incannulamento ecoguidato della vena femorale.

Le complicanze comprendono:

  • Ematoma;
  • Infezione;
  • Danno all’arteria;
  • Trombosi (dovuta al catetere stesso);
  • Embolia (da colesterolo) durante l’inserimento del filo guida;
  • Ischemia;
  • Puntura arteriosa;
  • Danni ai nervi;
  • Embolia gassosa (p. es., che si verifica durante il lavaggio dei cateteri);
  • Posizionamento errato del catetere;
  • Perforazione della vescica o dell’intestino.

Per ridurre il rischio di sepsi del catetere, i cateteri dell’arteria femorale devono essere rimossi non appena non sono più necessari.

L’incidenza della trombosi e dell’ischemia distale è molto più bassa rispetto al cateterismo dell’arteria radiale.

Complicanze rare.

Esse comprendono:

  • l’ischemia;
  • la necrosi degli arti;
  • lo pseudoaneurisma;
  • la fistola arterovenosa.

L’embolia da filo guida, da catetere o da colesterolo si verifica raramente.

Attrezzature per l’incannulamento ecoguidato della vena femorale.

Possono essere preparate anche dall’Operatore Socio Sanitario (OSS) ben addestrato, ma devono essere comunque sempre verificate da Medico e Infermiere.

La procedura deve essere completamente sterile, occorrono quindi appositi dispositivi di protezione individuale.

Ricordarsi quindi di procurarsi:

  • Soluzione antisettica (p. es., clorexidina-alcol, clorexidina, iodopovidone, alcol);
  • Teli sterili di grandi dimensioni;
  • Cuffiette chirurgiche, mascherine, camici e guanti sterili;
  • Visiere;
  • Guida ecografica;
  • Ecografo ad alta frequenza (p. es., da 5 a 10 megahertz) e sonda (trasduttore) ad assetto lineare;
  • Gel per ultrasuoni, sterile e non sterile;
  • Copertura sterile per inserire all’interno del fodero la sonda e il cavo della sonda, ed elastici di gomma sterili (in alternativa, la sonda può essere collocata all’interno di un guanto sterile e il cavo avvolto in un telo sterile);
  • Materiale per eseguire Tecnica di Seldinger (catetere su filo guida);
  • Anestetico locale (p. es., lidocaina all’1% senza adrenalina, circa 5 mL);
  • Ago piccolo per anestetico (p. es., 25-27 gauge, lungo circa 3 cm);
  • Ago largo per anestetico (22 gauge, lungo circa 4 cm);
  • Ago introduttore dell’arteria femorale (p. es., 18 gauge, lungo circa 7 cm);
  • Siringhe da 3 e 5 mL (utilizzare la siringa a punta aperta per l’ago introduttore);
  • Filo guida (lungo 30 cm);
  • Bisturi (lama #11);
  • Catetere per l’arteria femorale (4 French [o 18 o 20 gauge] a singolo lume, ≥ 15 cm di lunghezza);
  • Garze sterili (p. es., 10 × 10 cm);
  • Soluzione fisiologica sterile per il lavaggio del tubo a pressione e del catetere arterioso;
  • Fili di sutura non assorbibili di nylon o seta (p. es., 3-0 o 4-0);
  • Cerotto con clorexidina, medicazione occlusiva trasparente;
  • Monitoraggio della pressione arteriosa;
  • Cateteri arteriosi (tubo a pressione non conforme);
  • Trasduttore e monitor per la pressione arteriosa (misuratore di pressione);
  • 2 rubinetti a 3 vie;
  • Lavaggio continuo con soluzione fisiologica (sacchetto da 0,5 o 1 L di soluzione fisiologica, pompa dosatrice e dispositivo di lavaggio continuo [consente il monitoraggio simultaneo della pressione arteriosa e il lento gocciolamento salino per mantenere la pervietà del catetere]).

L’uso di un dilatatore tissutale è sconsigliato per il cateterismo dell’arteria femorale per prevenire un’eccessiva perdita di sangue dovuta a una dilatazione o a un danno all’arteria involontari. Se si utilizza un dilatatore, dilatare solo il tratto tissutale e non tentare di far passare il dilatatore all’interno dell’arteria stessa.

Non utilizzare dispositivi con catetere sull’ago o sull’agocannula per il cateterismo dell’arteria femorale.

Per il Medico o per i Medici vere dei collaboratori è molto utile, in questo caso l’apporto dell’Infermiere (o di più Infermieri) diventa indispensabile. Quest’ultimo può avvalersi ove necessario anche dell’apporto dell’OSS.

Da non dimenticare.

Secondo Ferrada la scansione ecografica lungo l’asse corto (sezione trasversale) è facile da ottenere ed è la visuale migliore per identificare vene e arterie e il loro orientamento reciproco. Identificare la punta dell’ago in sezione trasversale richiede una certa abilità, perché l’ago appare come un punto ecogeno (ossia, bianco) e la punta può essere distinta solo dalla scomparsa del punto e dalla sua ricomparsa mentre la punta dell’ago attraversa avanti e indietro il piano di imaging. La scansione lungo l’asse corto è in genere utilizzata per determinare un sito di inserzione vascolare adatto e per guidare le inserzioni particolarmente angolate degli aghi stessi (p. es., ≥ 45°).

La scansione ecografica lungo l’asse lungo (longitudinale, sul piano) è tecnicamente più difficile da ottenere (è necessario tenere la sonda, l’arteria e l’ago sullo stesso piano), ma mostra l’ago longitudinalmente, così che l’intero ago, compresa la punta, possa essere continuamente visualizzato mentre si avvicina ed entra nel vaso; questo aiuta a evitare un posizionamento errato. La scansione lungo l’asse lungo è utile quando l’angolo di inserimento dell’ago è poco profondo (p. es., negli incannulamenti ascellari/della succlavia) e per confermare il corretto allineamento longitudinale dell’ago durante le inserzioni lungo l’asse corto.

Se è necessario un nuovo tentativo di incannulamento, utilizzare nuove attrezzature (ossia, non riutilizzare aghi, cateteri o altre attrezzature perché potrebbero essere ostruiti da tessuto o sangue).

Durante l’arresto cardiopolmonare, o anche in caso di bassa pressione arteriosa e ipossia, il sangue arterioso può essere scuro e non pulsante e può essere scambiato per sangue venoso.

Aspetti di anatomia rilevanti per l’incannulamento ecoguidato della vena femorale.

L’arteria e la vena femorale sono accessibili all’interno del triangolo femorale, che è definito dal legamento inguinale superiormente, dal muscolo lungo adduttore medialmente e dal muscolo sartorio lateralmente.

Il legamento inguinale è definito come una linea tracciata tra la sinfisi pubica e la colonna iliaca anteriore superiore.

L’arteria femorale è visualizzata al di sotto del punto medio del legamento inguinale.
La vena femorale è visualizzata medialmente adiacente all’arteria. Con l’aumentare della distanza dal legamento inguinale, la vena scorre al di sotto dell’arteria. Tuttavia, sono frequenti variazioni del posizionamento di questi vasi.

Il nervo femorale si trova lateralmente all’arteria.

L’arteria femorale è larga e giace in profondità. L’incannulamento richiede un angolo ampio di inserimento dell’ago (45°) così come per gli aghi e i cateteri di diametro maggiore e per la tecnica con catetere su filo guida (Seldinger) (rispetto all’incannulamento dell’arteria radiale).

Il sito di inserimento cutaneo è influenzato sia dall’imaging che dalle dimensioni della punta del trasduttore.

Il punto desiderato di inserzione dell’arteria femorale è prossimale alla sua biforcazione nelle arterie femorali superficiali e profonde e inferiormente al legamento inguinale. Il sanguinamento dovuto a un’inserzione vascolare da parte a parte di un vaso in questo sito può essere controllato comprimendo esternamente i vasi contro la testa del femore.
Lo spazio retroperitoneale si trova al di sopra del legamento inguinale. Un’inserzione vascolare da parte a parte di un vaso in questo sito causa un sanguinamento retroperitoneale, e la compressione esterna del vaso può essere impossibile.
Posizionamento per l’incannulamento ecoguidato della vena femorale
Sollevare il letto a un’altezza confortevole per l’operatore (ossia, in modo da poter stare dritto mentre si esegue la procedura).

Posizionare il paziente in posizione supina:

  • Abdurre senza forzare e ruotare esternamente la gamba;
  • Ritrarre un pannus o un catetere uretrale dalla zona inguinale usando del nastro adesivo (o con l’aiuto di un assistente se necessario).

Descrizione passo dopo passo della procedura.

Controllare che l’ecografo sia configurato e che funzioni correttamente: assicurarsi che l’immagine sullo schermo che si sta visualizzando sia associata all’orientamento spaziale della sonda mentre la si adopera e la si muove. Il segno laterale sulla punta della sonda corrisponde al punto blu verdastro sullo schermo ecografico. Regolare le impostazioni dello schermo e la posizione della sonda, se necessario, per ottenere un orientamento da sinistra a destra accurato.

Eseguire un’ispezione non sterile (ossia, utilizzando una sonda scoperta e un gel non sterile) dell’arteria femorale circa 2,5 cm al di sotto del legamento inguinale e determinare se l’arteria è adatta per essere incannulata. Utilizzare la scansione lungo l’asse corto (sezione trasversale). I vasi sanguigni sono ipoecogeni (appaiono neri sullo schermo ecografico). Le arterie sono generalmente più piccole, a parete spessa e rotonda (piuttosto che a parete sottile e ovoidale) e sono meno facilmente compresse (da una leggera pressione sulla pelle sovrastante) rispetto alle vene a loro contigue.

Utilizzare l’ecocolordoppler per identificare un accesso pervio e l’analisi spettrale per identificare il flusso sanguigno pulsante nell’arteria. Incannulare l’arteria femorale in un sito di imaging ottimale con la scansione lungo l’asse corto (ossia, sezione trasversale di grande diametro dell’arteria, senza vena sovrastante).

I peli in eccesso possono essere accorciati ma non rasati dal sito. La rasatura aumenta il rischio di infezione.

Preparare l’apparecchiatura.

L’attrezzatura può essere preparata anche dall’Operatore Socio Sanitario (OSS) ben formato, sotto la supervisione dell’Infermiere, ma la procedura deve essere eseguita dal Medico, con la stretta collaborazione del personale infermieristico.

Ricordarsi di:

  • Posizionare l’apparecchiatura sterile su banconi porta apparecchiatura coperti sterilmente;
  • Indossare abiti sterili e utilizzare dispositivi di protezione individuale;
  • Aspirare l’anestetico locale in una siringa;
  • Attaccare l’ago introduttore dell’arteria femorale a una siringa da 5 mL contenente 1-2 mL di soluzione fisiologica sterile;
  • Aspirare la soluzione fisiologica sterile in una siringa da 3 o 5 mL da utilizzare per i lavaggi;
  • Collegare il cavo del trasduttore al trasduttore della pressione arteriosa e lavare i tubi con soluzione fisiologica sterile normale.

Preparare il campo sterile:

  • Tamponare una vasta area della pelle con una soluzione antisettica, dalla spina iliaca anteriore superiore fino alla linea mediana e procedere per 15 cm al di sotto del legamento inguinale;
  • Lasciare asciugare la soluzione antisettica per almeno 1 minuto;
  • Posizionare asciugamani sterili intorno al sito;
  • Posizionare dei grandi teli sterili (p. es., un telo completo) per creare un ampio campo sterile;
  • Posizionare una copertura sterile sopra la sonda ecografica;
  • Invitare l’Infermiere (non sterile) a ricoprire la punta della sonda con un gel per ultrasuoni non sterile e quindi tenere la sonda, con la punta rivolta verso l’alto, appena fuori dal campo sterile;
  • Inserire la vostra mano dominante guantata all’interno della copertura della sonda sterile;
  • Impugnare la punta della sonda con la mano dominante (ora coperta dalla copertura della sonda);
  • Utilizzare la mano non dominante munita di guanto per srotolare la copertura sterile sopra la sonda e lungo tutto il cavo. Non toccare il cavo privo di copertura e non farlo venire in contatto con il campo sterile mentre si srotola la copertura;
  • Tirare saldamente la copertura sopra la punta della sonda per eliminare tutte le bolle d’aria;
  • Avvolgere gli elastici sterili intorno alla sonda per fissare la copertura in posizione;
  • Posizionare la sonda coperta sui teli sterili;
  • Anestetizzare il sito di incannulamento;
  • Applicare il gel sterile per ultrasuoni sulla punta coperta della sonda.

Utilizzare la guida ecografica lungo l’asse corto:

Ottenere una scansione ottimale della sezione trasversale dell’arteria femorale circa 2,5 cm al di sotto del legamento inguinale.

Far scorrere la sonda trasversalmente secondo necessità per posizionare l’immagine dell’arteria al centro dello schermo ecografico. Quando l’arteria è centrata sullo schermo ecografico, il punto medio della sonda diventa un marker di superficie che designa il centro del lume dell’arteria sottostante.

Tenere la sonda in questo punto.

Sullo schermo ecografico, misurare la profondità al centro dell’arteria. Quando si utilizza la guida ecografica lungo l’asse corto, inserire gli aghi procedurali (ago per l’anestetico locale e ago introduttore) nella cute in un punto distale e perpendicolare al punto medio della sonda alla stessa distanza della profondità arteriosa. Quindi, inizialmente, far avanzare l’ago nella pelle con un angolo di 45° diretto verso il punto medio della sonda. Mantenere una leggera pressione negativa sullo stantuffo della siringa mentre si avanza.

Posizionare un po’ di anestetico nel punto di ingresso dell’ago e poi iniettare l’anestetico nella cute e nei tessuti molli lungo il percorso a 45° che porta verso l’arteria.

Inclinare leggermente la sonda avanti e indietro mentre si fa avanzare l’ago per anestetico per visualizzando continuamente la punta dell’ago tenendolo lontano dall’arteria e dalla vena.

Inserire l’ago introduttore dell’arteria femorale utilizzando la guida ecografica.

Continuare a utilizzare la guida ecografica lungo l’asse corto (come descritto sopra per l’iniezione dell’anestetico locale).

Inserire l’ago introduttore (con la smussatura dell’ago rivolta verso l’alto).

Mantenere la visualizzazione ecografica della punta dell’ago mentre si procede inclinando continuamente la sonda leggermente avanti e indietro (la punta dell’ago compare e scompare mentre il piano ecografico si sposta avanti e indietro su di esso).

Se la punta dell’ago si allontana dall’arteria, regolare la direzione laterale dell’ago per mantenere la punta dell’ago al di sopra del centro dell’arteria. Se la punta dell’ago si avvicina all’arteria troppo lentamente, estrarre un po’ l’ago, aumentare l’angolo di inserimento e avanzare nuovamente.

Quando la punta dell’ago si avvicina all’arteria, regolare la velocità e l’angolo di inserimento in modo che l’ago entri con il maggior controllo possibile. La parete superficiale dell’arteria si contrarrà quando la punta dell’ago la incontrerà. L’ago quindi schiocca attraversando la parete per entrare nel lume, accompagnato da un reflusso di sangue rosso vivo (se normalmente ossigenato) all’interno del cilindro della siringa.

Tenere la siringa immobile in questo punto e visualizzare sempre la punta dell’ago. Lo spostamento è frequente e anche un leggero movimento può spostare la punta dell’ago dall’arteria.

Rimuovere la siringa dall’ago con la mano dominante. Notare il flusso di sangue rosso vivo pulsante.

Quindi mettere immediatamente il pollice sopra il raccordo dell’ago per fermare il flusso di sangue (che può essere copioso da un incannulamento arterioso) e per impedire che dell’aria entri nel sistema arterioso.

Facoltativo:

se il segmento dell’arteria femorale accessibile è abbastanza lungo da accogliere l’asse lungo della sonda, è preferibile utilizzare prima la scansione lungo l’asse corto (sezione trasversale) per puntare l’ago verso l’arteria e quindi ruotare la sonda di 90° per ottenere la scansione lungo l’asse lungo (in piano, longitudinale) dell’ago e dell’arteria, che fornisce una migliore visualizzazione della puntura arteriosa. Spostare la sonda secondo necessità per mantenere visualizzati sia l’ago che l’arteria (sul piano). Premere leggermente con la punta della sonda in modo che l’arteria rimanga sotto la punta e non si sposti di lato.

Inserire il filo guida.

Continuare a tenere fermo l’ago introduttore.

Inserire l’estremità curva a J del filo guida nell’ago introduttore con la curva a J rivolta verso l’alto. È possibile utilizzare la guida ecografica (lungo l’asse corto o lungo) per verificare che il filo guida entri nell’arteria.

Far avanzare il filo guida attraverso l’ago introduttore e l’arteria. Non forzare il filo; deve scivolare dolcemente. Sotto la guida ecografica lungo l’asse lungo, si può appiattire con attenzione l’angolo di inserimento dell’ago mantenendo la punta dell’ago all’interno dell’arteria in modo da facilitare il passaggio del filo. Far avanzare il filo fino a che non sia circa 8-10 cm all’interno del vaso.

Se si avverte resistenza durante l’avanzamento del filo guida, fermarsi e utilizzare la guida ecografica per controllare la posizione del filo e dell’ago. Provare delicatamente a ritirare il filo leggermente, ruotarlo leggermente, e quindi avanzare nuovamente, o provare a estrarre delicatamente il filo per intero, ristabilire la punta dell’ago all’interno dell’arteria (confermato dal ritorno di sangue venoso) e quindi reinserire il filo.

Tuttavia, se si avverte resistenza mentre si estrae il filo, terminare la procedura e ritirare l’ago e il filo guida insieme come un’unica unità (per evitare che la punta dell’ago penetri attraverso il filo guida all’interno del paziente). Quindi utilizzare delle garze quadrate 10 × 10 cm per 10 minuti per mantenere la pressione esterna sulla zona per aiutare a prevenire il sanguinamento e l’ematoma.

Una volta che il filo guida è stato inserito, continuare a tenerlo saldamente in posizione con una mano controllandolo per tutto il resto della procedura.

Rimuovere l’ago introduttore (dopo aver inserito con successo il filo guida).

Per prima cosa, tenere saldamente il filo guida distalmente all’ago mentre si estrae l’ago dalla pelle.

Quindi, tenere saldamente il filo guida sulla superficie cutanea mentre si fa scorrere l’ago lungo la restante lunghezza del filo guida per rimuovere l’ago.

Estendere il sito di inserimento cutaneo.

Utilizzando il bisturi, praticare una piccola incisione (< 5 mm) nel sito di inserimento cutaneo, evitando il contatto con il filo guida, per allargare il sito e consentirgli di accogliere il diametro maggiore del catetere dell’arteria femorale.

Posizionare il catetere.

Far avanzare il catetere sopra il filo guida fino alla superficie cutanea: tenere il filo guida fisso sulla superficie cutanea, infilare la punta del catetere sopra l’estremità distale del filo guida e far scorrere il catetere fino alla superficie cutanea. L’estremità distale del filo guida dovrebbe ora sporgere dal raccordo.

Se l’estremità distale del filo guida non sporge dal raccordo, avanzare lentamente il filo guida verso l’esterno della superficie cutanea, tenendo la punta del catetere vicino alla superficie fino a quando il filo guida non sporge.

Far avanzare il catetere nell’arteria: afferrare e controllare il filo guida laddove sporga dal raccordo. Tenere il catetere vicino alla sua punta e inserire la punta attraverso la pelle.

Quindi, utilizzando un movimento a cavatappi secondo necessità, introdurre gradualmente il catetere dell’arteria femorale per tutta la sua lunghezza.

Utilizzare l’ecografia per verificare il posizionamento intra-arterioso del catetere.

Mantenere la presa sia sul filo guida che sul catetere.

Rimuovere il filo guida: estrarre il filo guida tenendo il catetere saldamente in posizione sulla superficie cutanea. Coprire il raccordo con il pollice.

Collegare il cavo del trasduttore della pressione arteriosa (prelavato con soluzione fisiologica) al raccordo del catetere e controllare la pressione arteriosa che appare sotto forma di onda sullo schermo del monitor.

Medicare il sito.

Procedura a cura del Medico con l’apporto dell’Infermiere esperto, con il possibile supporto dell’OSS.

Se il paziente è sveglio o minimamente sedato, utilizzare lidocaina all’1% per anestetizzare la cute nei punti di sutura previsti.

Posizionare un disco impregnato di clorexidina sulla cute nel punto di inserimento del catetere.

Suturare la cute alla clip di montaggio sul catetere.

Applicare una medicazione sterile occlusiva. Di solito si utilizzano delle medicazioni con membrana trasparente.

Avvertimenti ed errori comuni:

  1. Non perdere mai la presa del filo guida;
  2. Durante l’arresto cardiopolmonare, o anche in caso di bassa pressione arteriosa e ipossia, il sangue arterioso può essere scuro e non pulsante e può essere scambiato per sangue venoso;
  3. Per aiutare a prevenire l’embolia gassosa, i cateteri vascolari centrali devono essere inseriti (e rimossi) con il sito di incannulamento vascolare posizionato dipendente dal cuore.

Fonte: MSDManuals.comAssoCareNews.it

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