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Zelensky issa la bandiera Ucraina a Izyum liberata, negoziati sempre più lontani: “Torneremo in Crimea” – Il Riformista

Il Presidente nei luoghi della controffensiva: “Qui le stesse scene di Bucha”

Antonio Lamorte — 14 Settembre 2022

Zelensky issa la bandiera Ucraina a Izyum liberata, negoziati sempre più lontani: “Torneremo in Crimea”

Il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è arrivato a Izyum, una delle città liberate nella rapida ed efficace controffensiva che le forze di Kiev hanno condotto negli ultimi giorni. E che hanno respinto russi e filorussi nel Nord Est del Paese. A Izyum il Presidente ucraino, che sulla spalla portava una toppa con la scritta “Ucraina o morte”, ha issato di nuovo la bandiera gialla e blu dell’Ucraina e lanciato un significativo messaggio sulla Crimea. Alla celebrazione hanno preso parte i rappresentanti delle Forze armate ucraine e di altre forze di sicurezza, che pochi giorni fa hanno liberato la città dai russi.

Izyum, nella regione di Kharkiv, seconda città del Paese, è stata sotto il controllo di Mosca per oltre cinque mesi, a partire dallo scorso aprile. Era considerata un punto strategico, una conquista utile per sfruttare lo snodo ferroviario e quindi logistico in appoggio alle operazioni militari nella regione di Luhansk, nel Donbass. Dopo la mossa che ha portato i russi a concentrarsi su una controffensiva a Kherson, la città è stata liberata lo scorso 10 settembre, insieme con altre porzioni di territorio. Le forze di Mosca hanno lasciato nella ritirata mezzi, armi e munizioni. E distruzione, con palazzi ed edifici spesso ridotti a cumuli di macerie.

Non è uno shock per me … perché abbiamo visto le stesse scene di Bucha – ha detto Zelensky ricordando i massacri perpetrati nell’occupazione del sobborgo di Kiev liberato – Di nuovo torture, di nuovo distruzione di scuole, asili … Loro fanno le stesse cose. Non ho visto niente di nuovo, ma non dubito mai che ci sarà un tribunale, ci saranno sentenze”. Il Presidente ha sottolineato anche l’accoglienza che i soldati ucraini hanno ricevuto sul posto: “Significa che quando arriva il nostro esercito, torna la vita”.

Il capo dello Stato ha inoltre tenuto una riunione sulla situazione operativa in prima linea e nei territori liberati ed è stato aggiornato dal comandante delle forze di terra delle forze armate dell’Ucraina Oleksandr Syrsky sullo stato della controffensiva. Proprio Syrsky è stato l’ideatore della mossa che ha portato l’Ucraina a riconquistare ampie fette di territorio negli ultimi giorni. A questo punto l’esercito di Kiev sta tirando il fiato. Non si sono fermati nelle ultime ore gli attacchi russi, in particolare ad Avdiivka e a Kramatorsk oltre che nel distretto di Nikopol, secondo quanto riferiscono le agenzie ucraine. Il Pentagono ha comunicato di “un certo numero di soldati russi” in ritiro dalla regione di Kharkiv.

russian torture chamber in liberated Balakliya.

The Lord’s Prayer was carved on the wall by Ukrainian prisoners.

russia must be held accountable for this blatant genocide. pic.twitter.com/ObQJGjfEQw

— Defense of Ukraine (@DefenceU) September 14, 2022

Il ministero della Difesa di Kiev ha intanto pubblicato sui social network la fotografia di quella che sarebbe stata una camera della tortura russa, a Balakliya, città liberata nella regione di Kharkiv. L’immagine inquadra le parole della preghiera del Padre Nostro incise sul muro da prigionieri ucraini. “La Russia deve essere ritenuta responsabile per questo lampante genocidio”, si legge nel post.

Il vice primo ministro ucraino Olga Stefanishyna ha dichiarato oggi che funzionari russi hanno contattato negli ultimi giorni Kiev per negoziare: una mossa che secondo la vicepremier è legata alla recente controffensiva ucraina, che ora Mosca vorrebbe fermare. Su questo Zelensky si era però già espresso: “Non vedo alcun desiderio da parte loro e non parlo con coloro che emettono ultimatum”. E oggi ha rilanciato, pronunciando un messaggio inequivocabile agli ucraini in Crimea: “Sappiamo che siete il nostro popolo, è una terribile tragedia che siate sotto occupazione da più di otto anni. Abbiamo dei piani, noi torneremo. È possibile occupare temporaneamente i territori del nostro stato. Ma è decisamente impossibile occupare il nostro popolo, il popolo ucraino”. A oltre 200 giorni (203) dall’inizio dell’invasione, i negoziati sembrano sempre più lontani.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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