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Variante Delta: a rischio le zone bianche nelle prossime settimane

Variante Delta: a rischio le zone bianche nelle prossime settimane Variante Delta: a rischio le zone bianche nelle prossime settimane

Alla luce dell’aumento della curva dei contagi per via della variante Delta in Paesi come la Gran Bretagna e la Francia, il governo italiano sta cercando di capire le misure più opportune da adottare per tenere sotto controllo l’emergenza, incluso il ritorno alle zone gialle

Mentre la variante Delta dilaga in diversi paesi d’Europa, dalla Gran Bretagna alla Francia, il governo italiano cerca un modo ragionevole per poter far fronte alla possibile emergenza, ed è per questo che in settimana sarà convocata una cabina di regia ad hoc per affrontare il problema. «Dobbiamo agire con prudenza anche alla luce di quanto sta accadendo in Europa» è il messaggio del Ministro della Salute Roberto Speranza, che non esclude eventuali nuove misure di contenimento. Il «liberi tutti» inglese si è dimostrato un fallimento, ed è per questo che l’Unione Europea consiglia la cautela.

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Le mascherine rimarranno obbligatorie nei luoghi al chiuso e questo, secondo Speranza, è fuori discussione, almeno fino a quando non sarà chiara l’evoluzione della nuova ondata. Intanto, mentre la Lega preme per riaprire le discoteche senza limitazioni, il governo è alle prese con un’altra decisione cruciale: decidere se continuare con la riapertura indipendentemente dall’andamento dei contagi oppure seguire una via più cauta come la Catalogna, che ha imposto la chiusura delle discoteche nel weekend anche per via dell’impennata dei positivi che, in Spagna, sono passati dai 2.711 del 26 giugno ai 21.879 il 9 luglio.

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In Italia l’incidenza è ancora bassa, ma la curva ha cambiato verso, con un aumento del 41% in sette giorni. Che fare? Analizzando l’andamento territoriale, c’è la possibilità che nelle prossime due settimane alcune regioni tornino in zona gialla (succederà se avranno un’incidenza superiore a 50 casi settimanali per 100 mila abitanti): a rischio, al momento, sono la Sicilia (incidenza a 21), la Campania (19), l’Abruzzo (16,6) e le Marche (15,3), anche se un aumento dei positivi si registra anche in altre regioni. Se i tassi di crescita dovessero avvicinarsi a quelli spagnoli, quasi tutte le aree del Paese non sarebbero più bianche e tornerebbe il problema della capienza ospedaliera e della pressione dei ricoveri, alleggeriti grazie alla campagna di vaccinazione. In attesa di nuovi sviluppi, alle regioni si chiede di rinforzare il tracciamento e di applicare tempestivamente la quarantena in caso di sospetta variante.

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