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Vaccini, Pfizer e Moderna avvieranno studi sui rischi cardiaci (tra i giovani più frequenti)

Vaccini Covid problemi cardiaci

Vaccini Covid, Pfizer e Moderna avvieranno studi sui rischi cardiaci (tra i giovani rischio più alto) (foto ANSA)

Pfizer Moderna intraprenderanno studi sulle reazioni avverse a lungo termine legate alla somministrazione dei loro vaccini contro il Covid. In particolare gli studi si concentreranno sulle miocarditi e altre tipologie di infiammazioni o danni cardiaci. Lo ha riferito l’emittente televisiva Nbc News. I test pianificati dal colosso farmaceutico che ha sede a New York dovrebbero proseguire per un periodo di cinque anni negli Stati Uniti e in Canada.

Studi sui possibili rischi cardiaci provocati dai vaccini 

Pfizer, in particolare, ha avviato assieme alla Pediatric Health Network i preparativi preliminari per condurre test clinici tesi a verificare l’incidenza dei possibili rischi legati al suo vaccino: le infiammazioni cardiache sembrano verificarsi infatti con maggior frequenza nei soggetti più giovani.

Problemi cardiaci post-vaccino

La maggior parte dei pazienti con miocardite post-vaccino è stata ricoverata in ospedale per un breve periodo di tempo e i sintomi sono migliorati rapidamente. L’ospedale di Newburgh ha monitorato 22 pazienti che hanno sviluppato questa condizione ed ha riscontrato che molti dei ragazzi ricoverati erano asintomatici al momento della dimissione dall’ospedale. Ma nel corso delle visite di follow-up, nonostante non fossero presenti né anomalie del ritmo cardiaco né sintomi clinici, le immagini della risonanza magnetica cardiaca hanno evidenziato il “potenziamento tardivo del gadolinio (LGE)”, che indica lesioni al muscolo cardiaco. Ben 11 pazienti su 16 avevano LGE circa 4 mesi dopo l’episodio di miocardite, sebbene l’area colpita si fosse ridotta da quando erano stati ricoverati in ospedale. Questo mese, un team dei CDC ha riferito che tra 151 pazienti sottoposti a risonanza magnetica cardiaca di follow-up dopo 3 mesi, il 54% aveva anomalie, per lo più LGE o infiammazione.

Gli studi

La miocardite subclinica può essere più comune di quanto si pensi. Christian Müller, direttore dell’Istituto di ricerca cardiovascolare dell’Ospedale universitario di Basilea, ha recentemente raccolto campioni di sangue da quasi 800 operatori ospedalieri 3 giorni dopo il richiamo con vaccino contro il Covid-19. Nessuno ha soddisfatto i criteri per la diagnosi di miocardite, ma 40 operatori avevano alti livelli di troponina, un enzima che può indicare danni al muscolo cardiaco. Problemi cardiaci cronici e altre condizioni preesistenti potrebbero esserne la causa in 18 casi, ma per gli altri 22 casi – il 2,8% dei partecipanti, donne e uomini – Müller ritiene che il vaccino abbia causato l’aumento dei livelli di troponina.  

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