un-museo-in-riva-al-calich-la-storia-di-fertilia-e-qui

Un museo in riva al Calich la storia di Fertilia è qui

ALGHERO . La storia di Fertilia, del suo territorio, del suo patrimonio culturale e ambientale, raccontata tra foto, video, ricordi indelebili di una comunità e dell’esodo Giuliano – Dalmata. Ieri mattina è stato inaugurato l’ecomuseo Egea nelle ex officine sulla riva della laguna del Calich. Egea sarà un museo diffuso, partendo proprio dalle ex officine, che mette in relazione gli elementi di carattere ambientale (laguna del Calich) con quelli del paesaggio urbano (città di fondazione, edifici di archeologia industriale, beni archeologici come il ponte romano ), insieme alle testimonianze storiche della comunità di Fertilia con documenti e immagini conservati negli archivi pubblici, ma anche documenti inediti concessi da privati. Il museo, come sottolineato dagli ideatori della cooperativa Solomare, intende anche diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per le comunità giuliano-dalmate nel mondo, operando tramite un portale, in cui conservare le biografie e la documentazione relativa agli esuli, alle loro famiglie e discendenti, e tramite le attività culturali e turistiche, sviluppare la ricerca e la conservazione della memoria dell’esilio italiano dalla Venezia Giulia (i territori dell’Istria, della Dalmazia e del Quarnaro passati alla Jugoslavia comunista alla fine della Seconda guerra mondiale) e delle tragiche vicende che lo causarono. Il museo è intitolato ad Egea Haffner, la “bambina con la valigia e l’ombrello” simbolo dell’esodo giuliano – dalmata, figlia di un infoibato , che è stata ospite d’onore il 1° febbraio del 2019 in occasione della posa della prima pietra nel terreno delle ex officine Egas di Fertilia. L’ecomuseo Egea contribuirà a far riflettere tutti su una pagina della storia d’Italia tra le meno conosciute. I visitatori saranno accompagnati in un percorso emozionante, riscoprendo quanto sia accaduto a delle persone normali, come pescatori, operai, impiegati, ma soprattutto fare emergere la forza interiore di chi, all’indomani di questa sciagura, ha saputo ricostruire con fatica, ma anche con dignità e rispetto, la propria vita partendo da nulla. Fertilia, simbolo di rinascita, integrazione e nuova vita, diventa quindi emblema di mille altre località in tutto il mondo, nelle quali gli Esuli Giuliano Dalmati sono stati protagonisti, diventando simbolo di coraggio e dignità. All’inaugurazione hanno presenziato il sindaco di Alghero Mario Conoci, il presidente del consiglio regionale Michele Pais, i vertici del Parco di Porto Conte e il vescovo della diocesi Alghero – Bosa, monsignor Mauro Maria Morfino. Nel tardo pomeriggio, invece, nella palestra delle scuole medie, è stato presentato il libro “Rotta 230°, Fertilia e i suoi protagonisti” scritto dal direttore organizzativo del museo, Mauro Manca. La presentazione del libro è stata seguita da una tavola rotonda moderata dal giornalista e scrittore Pasquale Chessa. L’associazione Egea e la Cooperativa Solomare hanno colto l’occasione per ricordare don Francesco Dapiran, guida spirituale della comunità, che oggi avrebbe compiuto 107 anni.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *