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Tutti al cinema con Bebo: Olbiwood compie 20 anni

OLBIA. La ricetta è sempre la stessa. Un lenzuolo bianco, qualche sedia di plastica e un proiettore attaccato al filo della corrente. E poi lui, naturalmente. L’unico che, da vent’anni, è disposto a passare tutte le sere d’estate fuori casa senza chiedere nulla in cambio. «Spesso mi chiedono chi me lo faccia fare. Ma questa è la mia passione», spiega. Anche la famiglia si è dovuta rassegnare. Perché Bebo Ariu, 75 anni, la sera ha da fare: portare il cinema nelle piazze per far sorridere ed emozionare i suoi fedeli spettatori.

Vent’anni di Bebo. Ferroviere in pensione, e una passione smisurata per il cinema, Bebo Ariu sta per inaugurare il ventesimo anno di «Olbiwood», la rassegna itinerante che il romantico proiezionista porta a spasso per la città. Funziona così: lui arriva, accende il proiettore e lascia che la gente si avvicini, senza chiedere un centesimo. Anche quest’anno Bebo Ariu si posizionerà in via Dante, accanto al municipio, e per l’occasione una piccola mano arriverà anche dal Comune. «Un tempo facevo anche sessanta serate, da giugno a settembre – racconta -. Quest’anno gli appuntamenti saranno di meno. Però tornerò anche in piazza Nassirya, il martedì e il giovedì. Ci sono dei pensionati che mi aspettano. E poi sono sempre pronto a fare tappa anche in altri paesi della Gallura». Nel centro città si comincerà il 17 luglio con il film «Risate di gioia», di Mario Monicelli e con Totò e Anna Magnani. Il giorno successivo, invece, toccherà al «Marchese del Grillo», sempre di Monicelli ma stavolta con Alberto Sordi. Poi la rassegna proseguirà la settimana successiva, il 24 e il 25 luglio.

Il cuore per il cinema. A Olbia tutti conoscono Bebo Ariu. Perché le sere d’estate lo trovi sempre là, seduto accanto al suo proiettore. Gli olbiesi lo riconoscono e anche i turisti ne rimangono affascinati. «Io non ci ho mai guadagnato, lo faccio perché mi piace» sottolinea. Ad aiutarlo sono solo alcuni sponsor, come l’agenzia La Girandola di Tonino Oggianu, e e per la prima volta anche il Comune di Olbia, che ha voluto riconoscere il lavoro di Ariu. «Alla fine non è che mi serva chissà che cosa: giusto delle sedie e un lenzuolo antivento. E sono a posto così – dice il proiezionista -. Però un minimo di organizzazione serve, anche per coprire i costi. Così ogni tanto qualcuno propone di darmi una mano da volontario. E sono contento. Anche perché non possono permettermi di pagare nessuno. Il mio è un cinema povero».

Una lunga storia. Classe 1946, originario di San Gavino, Bebo Ariu vive a Olbia da parecchi anni, ma la passione per il cinema è molto più antica. Era solo un bambino quando si intrufolava nella cabina di proiezione del cinema del suo paese per godersi uno spettacolo fatto di indiani, pistoleri e giganti come De Sica e Mastroianni. Negli anni Ottanta, poi, l’apertura di una videoteca a Olbia, un’era tramontata con Internet. Vent’anni fa, infine, la nascita di «Olbiwood», la rassegna che Bebo, forte di una collezione di migliaia di pellicole, dedica a chiunque abbia voglia di godersi un bel film sotto i cieli stellati dell’estate.

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