trecento-giorni-di-lavori-e-viale-trento-sara-piu-bello

Trecento giorni di lavori e viale Trento sarà più bello

SASSARI. Trecento giorni di lavori e viale Trento tornerà sicuro e più bello: tanto ci vorrà per consolidare il terrapieno con iniezioni di resina e cemento, sostituzione delle condotte idriche tecniche di ingegneria naturalistica che prevedono la piantumazione di piante sui lati come freno allo smottamento e alle infiltrazioni d’acqua. Sembrava una meta difficile da raggiungere quella di risolvere gli annosi problemi di stabilità della principale strada di collegamento tra il centro e il quartiere di Cappuccini e invece i tempi per eliminarli si avvicinano. Ieri la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo da un milione 200mila euro degli interventi di consolidamento da eseguire. A stilarlo lo studio Solmona, l’ingegner Gian Mario Biddau, il geologo Domenico Praticò e l’architetto Alessandro Virdis. Una tappa fondamentale per chiudere il cerchio e arrivare all’appalto dei lavori.

Praticamente rispettato il crono programma che l’assessore al Lavori Pubblici Gianfranco Meazza aveva annunciato, anche perché l’approvazione del progetto era subordinata alla conferenza di servizi che ha visto partecipare, oltre al Comune con il settore Ambiente e verde pubblico, Soprintendenza, Ufficio tutela del paesaggio Abbanoa, Enel, Telecom, Fibra e Medea.

«Abbiamo fatto come Infrastrutture un altro passo in avanti importante, superato diversi problemi, e accelerato il più possibile – commenta l’assessore Meazza – . Se si considera che per una conferenza di servizi con la Soprintendenza i tempi sono di 90 giorni, li abbiamo ridotti a 30. Ora manca la progettazione esecutiva che si potrà concludere per agosto. Se non ci sono intoppi – auspica – , per settembre potremo avviare la gara per individuare l’affidatario dell’opera».

Viale Trento, quindi potrà cambiare volto, dopo decenni in cui si gridava all’allarme, senza mai intervenire per eliminare le cause degli smottamenti. La relazione dei tecnici che hanno eseguito la progettazione definitiva parla chiaro: perdite dalle condotte idriche e fognarie, acque piovane non incanalate hanno minato irrimediabilmente il terrapieno. E a peggiorare la situazione è stato il fatto che le acque si sono infiltrate, infiltrandosi in un terreno non impermeabile, composto com’è prevalentemente da materiale di risulta. Proveniente dall’abbattimento del castello aragonese e dagli sbancamenti per la costruzione del palazzo della Provincia, ma anche dalla “tremma” (come si legge nella relazione del progetto): e cioè ogni genere di rifiuti che ai sassaresi veniva concesso di scaricare nella vallata.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *