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Tornano di moda le bellezze Italiane Porto Cervo Sardegna

Porto Cervo è una frazione del comune di Arzachena ed è una delle località turistiche più importanti della Costa Smeralda . La bellezza del suo territorio e il mare limpido hanno trasformato il piccolo e pittoresco villaggio in uno dei centri di villeggiatura estiva frequentato dal jet-set internazionale.

Punto di forza della località gallurese è il porto la cui forma ricorda un cervo, (da quì il nome). Grande ed attrezzato il porto è anche sede del famoso Yacht Club Costa Smeralda organizzatore delle più importanti ed avvincenti regate

Ricche di fascino e fama sono le spiagge del piccolo e grande Pevero , la spiaggia di Cala Granu e Cala del Faro ma l’intera costa composta di piccole spiagge e calette offre gradite sorprese al turista attento e curioso

La passeggiata presso la famosa piazzetta permette di incrociare Vip e personaggi famosi, in alternativa una camminata lungo le banchine del porto si trasforma in una mostra degli yacht più eleganti e moderni.

Al contrario di altre località devastate dal turismo di massa, nel territorio di Porto Cervo gli architetti hanno voluto conservare una architettura molto vicina a quella tipica gallurese bene inserita nell’ambiente. Da visitare è la splendida chiesa Stella Maris , che domina la vista di Porto Cervo marina.

Porto Cervo Cosa Vedere…

  1. Museo etnografico e mineralogico: ospita una collezione di circa 15.000 pezzi, tra minerali e fossili quali archeociatine e trilobiti ed un Centro di documentazione territoriale della scienza della terra e dell’uomo.
  2. Chiesa di S. Lucia: si erge nella parte alta del paese con la sua suggestiva gradinata; è circondata da un bastione ed è provvista di piazzetta dalla quale si può ammirare il paesaggio circostante e da dove si gode un panorama stupendo. Edificata nel XVIII secolo a tre navate, nacque per volontà di un fedele arzachenese, Nicolò Columbano, che si dice riacquistò la vista grazie all’intervento della Santa.
  3. Chiesa di S. Maria della Neve: in onore della Patrona è situata nel centro storico e presenta linee semplici ed austere. Fu edificata nel 1776 per volontà di Carlo Emanuele III. Successivo è l’alto campanile a canna quadrata che svetta sulla piazza sottostante. Si possono ammirare nel presbiterio un raffinato altare ligneo settecentesco ed un intaglio che raffigura la Vergine che allatta il Bambino.
  4. Tempio Nuovo di S. Maria della Neve: imponente costruzione in cemento armato con tamponamenti in granito terminata nel 1993. L’arredo interno è opera dell’architetto G. Busiri Vici. L’ampia vetrata istoriata del presbiterio è opera dell’artista L. Busiri Vici e raffigura la Vergine ed i Santi Isidoro ed Antonio. Interessante il crocifisso realizzato dall’antiquario orafo locale S. Demuro, autore anche del tabernacolo. Vicino all’ingresso è da ammirare il simulacro della Madonna dormiente.
  5. Chiesa di S. Pietro: esistente già nel 1776, il piccolo tempio aveva sotto il pavimento la fossa comune, chiamata Losa, cosa non inusuale a quei tempi. All’interno si può ammirare una statua policroma di S. Pietro seduto in cattedra, popolarmente detto Santu Petru in catrea, del XVIII secolo.
  6. Monti Incappidatu: straordinaria opera d’arte della natura nota come roccia del fungo, in quanto la sua forma particolare, più stretta alla base e più larga in alto, ricorda proprio un fungo.
  7. Chiesa di SS. Ghjuanni d’Alzachena: con pianta rettangolare e campanile a vela, risulta esistente già nel 1744. Deve le sue origini ad una tradizione popolare che narra del ritrovamento della statua del Santo ad opera di alcuni cacciatori. La recente ristrutturazione ha messo in luce il pavimento originario di granito, le travi a vista di ginepro ed una decorazione a stencil lungo le pareti.
  8. Tomba dei giganti Li Lolghi: è spettacolare per la sua posizione, in cima ad una collina, a dominare il paesaggio circostante. É praticamente integra, con l’esedra completa e la stele caratterizzata da due lastre di granito sovrapposte, a sfidare la gravità.
  9. Tomba dei giganti Li Muri: di grandissimo interesse è la necropoli, unica testimonianza in Sardegna della Cultura dei Circoli di Arzachena. Per raggiungerla, si attraversa uno stazzo, con tutti gli animali da cortile che girellano liberamente. I sepolcri sono circolari ed i perimetri di base erano tangenti l’uno all’altro. Intorno ad essi, sorgono delle cassette in pietra più piccole, urne votive dove probabilmente si raccoglievano le offerte fatte ai defunti. Il ritrovamento di suppellettili di pregio fa pensare che la comunità che vi ha vissuto fosse composta da uomini di rango elevato, una sorta di pastori-cavalieri, abili anche nella navigazione e nel commercio.
  10. Tomba dei Giganti Coddu V’ecchju: è sicuramente uno dei più importanti monumenti di età neo-eneolitica presenti in Sardegna; infatti, la sua stele centinata (con alla base il portello di accesso che doveva rappresentare il passaggio dalla vita terrena a quella spirituale) raggiunge l’altezza di 4,04 mt e costituisce l’esemplare più grande riscontrato in questo tipo di megaliti. Particolarmente interessanti si sono rivelati alcuni reperti rinvenuti in questo sito, quali tegami, ciotole, vasi, collane e decorazioni varie attualmente conservati presso il Museo Sanna di Sassari.
  11. Nuraghe Albucciu: edificato a ridosso di un massiccio granitico, ha forma a tronco-conica ed in sommità presenta un terrazzo, probabilmente una sorta di torre di avvistamento.
  12. Tempietto di Malchittu: risale tra il XVI ed il XIV secolo a.C. (Bronzo Medio), è di struttura rettangolare. Presenta un’abside semicircolare dove è ancora presente un bancone per i doni alle divinità. Antistante l’ingresso si trova il temenos, una sorta di sagrato sul quale i pellegrini sostavano nell’attesa di entrare nel Tempio per assistere alle funzioni religiosi

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