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Test Corso di Laurea Professioni Sanitarie, banditi 5mila posti in meno. Parte ricorso.

Test CDL Professioni Sanitarie. I legali: “Proporremo un ricorso per chiedere al Ministero l’adeguamento dei posti al fabbisogno”.

L’ultima Conferenza Stato-Regioni ha stabilito che il fabbisogno di personale sanitario per il 2022 è fissato a 32.713 unità, suddiviso tra le varie specialità. Questo significa che devono essere formati necessariamente almeno 32mila nuovi professionisti. Pertanto il Ministero avrebbe dovuto bandire altrettanti posti per il Test d’accesso ai corsi di laurea in Professioni sanitarie 2022 (che si è svolto oggi in tutta Italia). In realtà, e in maniera del tutto illegittima, sono stati banditi solo 27.700 posti. Oltre 5mila posti in meno! E il dato più allarmante arriva proprio da Infermieristica a cui mancano all’appello ben 4.977!

“Un numero enorme di studenti non godrà del diritto allo studio, rimanendo fuori dal sistema universitario – spiegano i legali Francesco Leone, Simona Fell, Floriana Barbata e Chiara Campanelli, dello studio legale Leone-Fell & C. – e si tradurrà nell’immediato futuro in personale in meno negli ospedali. Una carenza di cui già oggi ne paghiamo le spese e che in futuro toccherà vette talmente elevate che sarà davvero difficile riuscire a reggere la mole di lavoro richiesta in ospedali e strutture sanitarie. Non ci sarà personale sufficiente per dare il necessario supporto a chi necessita di cure e il Sistema sanitario nazionale, tra carenza di medici e carenza di personale sanitario giungerà inevitabilmente al collasso. È questa la sanità che vogliamo? – si chiedono i legali – Noi crediamo di no, ed è per questo che la nostra battaglia parte proprio dai test d’accesso!”.

Insieme a Medicina e Odontoiatria, anche le Professioni sanitarie soffrono proprio a causa del numero chiuso che crea un imbuto e porta a una carenza di personale tale da costringere già oggi le strutture ospedaliere italiane a richiamare personale in pensione o dall’estero, pagandolo profumatamente.

“Anche per le professioni sanitarie – concludono i legali – partirà il ricorso per chiedere al Ministero l’adeguamento dei posti e ampliare così il numero di studenti che potranno formarsi e inserirsi subito nel mondo del lavoro. Noi chiederemo l’immatricolazione dei nostri ricorrenti proprio perché andremo ad aggredire tutti i posti non banditi”.

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