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Tasse evase per 84 milioni, spediti settemila avvisi ai sassaresi

SASSARI. Oltre 84 milioni di euro congelati, sufficienti a risolvere tutte le criticità cittadine: marciapiedi e strade, illuminazione e igiene, aiuti alla cultura e programmi di rilancio di centro e periferie. Soldi che sono in cassa ma che il Comune non può toccare, e che aumentano ogni anno. È il fondo crediti di dubbia esigibilità: un paradossale strumento che costringe le amministrazioni comunali a mettere da parte una quota dei crediti che difficilmente riuscirà a incassare. Crediti fiscali fondamentalmente, con l’assurdo effetto che chi non paga Imu e Tari, mensa scolastica e servizi, costa alla collettività due volte: per i soldi che il Comune non incassa e per quelli che deve mettere da parte per il mancato incasso. «Aggredire questo fondo – spiega l’assessore Carlo Sardara – è la soluzione di molti dei nostri problemi. E questo si può fare recuperando i soldi delle tasse non pagate, e lavorando sull’evasione totale, che soprattutto riguarda Imu e Tari».

I sassaresi sono pagatori nella media, ma il buco è antico e ormai profondissimo: «Facendo una media tra 2019 e 2020 – spiega Sardara – su 70 milioni di entrate tributarie ne incassiamo 50 l’anno stesso, 10 l’anno successivo e 10 non li incassiamo. Per le entrare extratributarie legate ai servizi, su 15 milioni 7 li incassiamo l’anno stesso, 3 il successivo e 5 non li incassiamo. Questo comporta che dobbiamo tenere vincolati una parte di queste cifre in un fondo che negli anni è arrivato a 84 milioni. Una cifra enorme, che con risolutezza stiamo provando ad aggredire. Lavorando sia con riguardo alla riscossione “volontaria” (con ravvedimento e rateazione fino a 6 anni) che a quella coattiva, che chiaramente nel periodo pandemico non abbiamo messo in campo, ma che abbiamo gli strumenti per fare. Noi cerchiamo di avere un approcio il più amichevole possibile, anche perché capiamo le difficoltà economiche che chi non paga spesso ha. E per questo invitiamo tutti a presentarsi all’ufficio tributi e studiare insieme un piano di rientro, anche a lungo termine».

Un lavoro doppio, alle tasse accertate e non pagate si affianca infatti una cifra non quantificabile di evasione totale, anche qui legata principalmente a Imu e Tari. «Anche qui ci sono diversi progetti mirati partiti nel 2019 – sottolinea Sardara – che sono proseguiti anche nel 2020, ancorché nel 2020 abbiano avuto una battuta di arresto legata ai provvedimenti governativi di sospensione della riscossione, non sono stati sospesi. Infatti, l’attività di accertamento è proseguita con l’invio di 7.000 questionari per evasione totale. Si può anche notare come l’attività svolta nel 2019 con l’invio dei questionari Tari abbia portato ad avere nel 2020 riscossioni quasi pari al 2019, pur con una minor Tari di competenza di circa 800 mila euro». Quasi un milione è già emerso insomma, e questo comporta che, fatte 100 le spese, aumentando la platea la tariffa potrebbe diminuire per tutta la collettività.

Riscossione del dovuto ed emersione dell’evasione totale dunque, per liberare risorse fondamentali per il rilancio della città. «Sono tanti i settori in cui non riusciamo a dare risposte soddisfacenti alla cittadinanza – ha sottolineato il sindaco Campus durante il consiglio di mercoledì –. Questa città si risolleverà dalle situazioni drammatiche e dalle criticità se tutti remeranno nella stessa direzione. Non ci sono cornucopie o risorse illimitate, i soldi che servono li dobbiamo mettere noi, i sassaresi, e chi non paga sta facendo un torto a tutta la comunità. L’epidemia ha risvegliato qualcosa, siamo stati da esempio per tutte le aree urbane dell’Isola e non solo, manteniamo questa solidarietà nel capire che solo noi possiamo risolvere i problemi della nostra città».

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