spot-della-lega-col-monologo-di-“radiofreccia”,-scatta-la-diffida-di-ligabue-e-stefano-accorsi:-“giu-le-mani”-–-il-riformista

Spot della Lega col monologo di “Radiofreccia”, scatta la diffida di Ligabue e Stefano Accorsi: “Giù le mani” – Il Riformista

Il video del Carroccio diventato virale

Antonio Lamorte — 21 Settembre 2022

Spot della Lega col monologo di “Radiofreccia”, scatta la diffida di Ligabue e Stefano Accorsi: “Giù le mani”

“Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards”, attaccava così il monologo interpretato da Stefano Accorsi in Radiofreccia, il film scritto e diretto da Luciano Ligabue. Un piccolo cult, ambientato nella provincia emiliana. E che la Lega ha preso e utilizzato per un suo spot elettorale: “Credo” è lo slogan della campagna del Carroccio. Per niente contenti però il cantautore, il produttore Domenico Procacci e l’attore che hanno diffidato formalmente il partito. La diffida, fanno sapere in una nota, contiene l’invito alla immediata rimozione dal video di qualsiasi elemento tratto dal film e riserva ogni più ampia tutela legale, in sede civile e penale.

Lo spot era diventato piuttosto virale: intitolato come “Il cortometraggio che imbarazza il Pd”, anticipato dal sarcastico claim “tratto da una storia vera”, uno spot anche aggressivo, che attaccava con il credo laico del monologo recitato da Accorsi, proseguiva con l’audio dell’ex capo di gabinetto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Albino Ruberti. Quello in cui il collaboratore gridava a più riprese: “Si deve inginocchiare” e “vi ammazzo” e “ve lo giuro vi ammazzo” e “vi sparo”. Quell’audio aveva portato alle dimissioni di Ruberti.

La voce fuori campo del doppiatore continuava: “Non hanno pietà”. La scena successiva riscriveva uno dei manifesti elettorali del Pd e recitava: “in ginocchio o ti sparo”. Su campo azzurro invece dominava la scritta “Italia in piedi” e “Accendiamo la luce dopo le tenebre del Pd”. Apparivano nel video Viale Mazzini, il Mirafiori a Torino, Monte dei Paschi di Siena, Hotel House Porto Recanati e il porto di Lampedusa. Una sorta di contro-spot per mettere in luce tutte le ultime amministrazioni dem.

La diffida ha formalmente contestato “la gravissima violazione dei loro diritti sul film e la spregiudicata utilizzazione dello stesso in una presentazione al pubblico che lascia anche chiaramente presumere una adesione al contenuto del messaggio, da cui invece gli stessi radicalmente si dissociano. La Lega ha infatti usato il ‘credo laico’ di Radiofreccia per la propria campagna elettorale, senza chiedere alcuna autorizzazione (che non sarebbe stata concessa), e con grave sprezzo della legge sul diritto d’autore”. La diffida “contiene l’invito alla immediata rimozione dal video di qualsiasi elemento tratto dal film e riserva ogni più ampia tutela legale, in sede civile e penale”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

© Riproduzione riservata

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.