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Spese social al top per Brugnaro Meloni spinge ancora su Facebook

In risposta gli ultimi sondaggi negativi, che indicavano la lista Noi Moderati lontanissimi della soglia del 3 per cento, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro ha deciso di spingere sull’acceleratore delle promozioni a pagamento sui social per aumentare la visibilità del suo partito, Coraggio Italia. Uno degli “azionisti” della lista che mette insieme quattro simboli di soggetti centristi del centrodestra. Nell’ultima settimana è diventato il big spender per quanto riguarda le inserzioni con una cifra di 34.070 euro. Un balzo considerevole.

Ma se per Coraggio Italia si tratta di una sorpresa, Fratelli d’Italia continua con una spesa costante, a livelli alti: in una settimana sono stati investiti altri 28.561 euro, rilanciando principalmente i video di Giorgia Meloni in cui rimarca le promesse elettorali. Alla cifra, peraltro, si aggiungono 6.294 euro investiti dalla pagina personale di Meloni, che illustra le misure sull’emergenza energia. Insomma, il totale è di quasi 35mila euro.

La polarizzazione di Letta

Con l’avvicinarsi del voto, però, anche il Partito democratico ha ripreso a investire maggiormente per promuovere i post sui social, tra cui i filmati del confronto diretto tra il segretario dem, Enrico Letta, e la presidente di Fdi. Insomma, ancora una volta punta sul duello. Il bilancio è di 14.599 euro. «La strategia di Letta ha fatto ricorso a un modello tipico della Seconda Repubblica con la polarizzazione dei contendenti», dice Francesco Amoretti, docente di comunicazione politica all’Università di Salerno. Ma, a suo giudizio, «la scelta non è stata particolarmente vincente».

Matteo Salvini ha ripreso a far crescere gli esborsi, giunti a 15.120 euro con un mix di post che vanno dagli immancabili attacchi agli  avversari al mantra sugli sbarchi in aumento. In questo senso non c’è stato alcun cambio di passo.

Rossoverdi per i giovani

Foto Cecilia Fabiano/LaPresse 11-09-2022 Roma, Italia – Politica – Elezioni – I rappresentanti di Europa Verde e Sinistra Italiana a Mezz’Ora in più Nella Foto : Nicola Fratoianni September 11, 2022 Rome, Italy – Politics – Elections – Representatives of Europa Verde and Sinistra Italiana In the photo: Nicola Fratoianni

Europa Verde, uno dei due partiti che formano la lista con Sinistra italiana, ha invece avviato una campagna di promozione social, mettendo a budget 6.094 euro in sette giorni.

L’aspetto più interessante è che le inserzioni, che veicolano le proposte per sviluppare politiche green, hanno come target principale un pubblico giovanile: tra i destinatari del messaggio la fascia d’età 18-34 assorbe il 60 per cento. E del resto anche Sinistra italiana, che ha messo in conto 3.000 euro ha rivolto i post principalmente a un pubblico under 35. Un tentativo dunque di orientarsi agli attivisti dei Fridays for future o comunque a un elettorale sensibile alle tematiche ambientali.

Anche Carlo Calenda, con l’approssimarsi della scadenza elettorale, ha messo in conto una spesa maggiore, che ha raggiunto in una settimana i 4.393 euro. Nei messaggi, in particolare, veicola il video che inizia con le prese di posizioni di tutti i leader, da Silvio Berlusconi a Beppe Grillo passando per Pier Luigi Bersani, così da proporsi come l’uomo nuovo. Sempre a quota zero gli investimenti social di Giuseppe Conte, che beneficia di una fan base molto attiva, favorendo la circolazione virale dei messaggi. «La sua operazione», dice Amoretti, «sembra stia funzionando soprattutto con un riposizionamento a sinistra dal punto di vista della strategia».

Tabacci più di Berlusconi

LaPresse

Una new entry tra chi usa i post a pagamento, con una media di 100 euro al giorno, è Unione popolare, la sinistra radicale guidata da Luigi de Magistris, quasi quanto Matteo Renzi che anche a pochi giorni dal voto continua a mantenere una posizione defilata, anche su Facebook. E addirittura Bruno Tabacci, leader del Centro democratico, ha superato Silvio Berlusconi in termini di investimenti sui social, 1.924 euro contro 1.559.

Tra i candidati locali, spuntano nomi a sorpresa, come il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani, che render noto di essere in corsa alle elezioni ha speso 2.517 euro, poco più del leghista Eraldo Botta, capolista al Senato in Piemonte, a quota 2.202.

Ma al netto delle strategia digital, Amoretti sottolinea un altro elemento: in questa campagna elettorale deve essere considerata una novità, come il ruolo degli influencer. «Sarà importante», dice «valutare l’impatto delle parole di Chiara Ferragni, che ha assunto posizioni critiche verso le proposte del centrodestra». Si tratta, osserva il docente, di una persona che si rivolge «a milioni di follower, un numero che tutti i leader politici messi insieme non riuscirebbero a raggiungere. Quindi questo potremmo favorire dei fenomeni inattesi, anche se il problema è la presenza o meno di un soggetto politico capace di intercettare questo messaggio».

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