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Spaccio, dopo i ragazzini ecco gli adulti

NUORO. Dopo i dodici minori finiti nella rete della Squadra mobile della Questura del capoluogo per aver dato vita a una fiorente rete di microspaccio di stupefacenti, ieri è stata la volta degli adulti. Sono cinque e tutti nuoresi, i destinatari delle misure cautelari disposte dal Gip del tribunale di Nuoro su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Riccardo Belfiori. Le accuse sono le stesse contestate ai giovanissimi: detenzione e spaccio di stupefacenti e estorsione. Uno dei cinque, Sandro Gregu, 46 anni, è stato mandato agli arresti domiciliari: nel mese di ottobre era stato fermato con un’altra persona e nell’auto gli agenti avevano recuperato un chilo e 200 grammi di marijuana. In quell’occasione era stato arrestato. Le altre misure cautelari: un obbligo di dimora e, per tre persone, obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. L’estorsione, così come per i minorenni, viene contestata perché alcuni degli acquirenti venivano costretti con le minacce a saldare i debiti per l’acquisto di dosi.

Di fatto, l’inchiesta che ha condotto alle ultime misure cautelari è la stessa che riguarda i minori. Le strade processuali si sono necessariamente separate per via della competenza, per i più piccoli (età comprese tra i 15 e i 18 anni) in capo al tribunale dei minori di Sassari. Non si può neanche dire che gli adulti fossero i “capi”: non c’è infatti un’associazione per delinquere, ma un ambiente comune che metteva in contatto gli uni con gli altri, favorito in qualche caso anche da strette parentele tra qualche minore e qualcuno dei destinatari degli ultimi provvedimenti. Comunque, anche i ragazzi avevano avviato una florida attività di spaccio, affiancati dagli adulti più navigati e anche in grado di rifornirsi nei mercati del nord Sardegna, Olbia soprattutto. Simile anche il comportamento estorsivo: le minacce le dispensavano i ragazzi e gli adulti. L’importante era recuperare i soldi. Non si parla di grandi cifre, una quindicina di euro per cessione. Ma al giorno, di questi scambi potevano registrarsene anche cinque o sei. Luoghi preferiti, la zona attorno al Centro polivalente di via Roma, o altre vie del centro. Per gli agenti della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Silvio Esposito, non è stato semplicissimo controllarli, visto il periodo di pandemia. L’indagine è partita un anno e mezzo fa, dopo il ritrovamento nel centro storico di sei dosi di marijuana, probabilmente abbandonata dai pusher disturbati dai controlli delle pattuglie della sezione Volanti. Ora gli ultimi sviluppi, con gli adulti (pessimi) esempi per i ragazzi.

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