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Sms della “banca”, truffa da 15mila euro

OLBIA. «Attenti agli sms che annunciano avvenuti “accessi anomali” sul vostro conto corrente. Sono tentativi di phishing, ovvero truffe informatiche. Io ve lo dico perché sono finito in trappola. Mi stavano portando via ben 15mila euro: una somma che risulta ancora “impegnata” e di cui non potrò disporre sino a quando la mia banca non farà tutte le verifiche nei sistemi di sicurezza. Ovviamente, nello stesso tempo, stanno indagando i carabinieri».

A parlare e soprattutto a lanciare un appello è un pensionato di Olbia titolare di un conto in una banca online con sede a Milano. «Tutto è cominciato la mattina del 2 giugno, quando ho ricevuto quattro telefonate di fila da un numero con prefisso “02”. Non conoscendo l’utenza, non ho risposto. Dopo un po’, sempre dallo stesso numero, mi è arrivato un sms con il quale mi si chiedeva di mettermi in contatto urgentemente con la mia banca perché avevano registrato un accesso anomalo sul conto corrente. Mi è stato indicato anche l’indirizzo web dello stesso istituto di credito, che in apparenza sembrava corretto. A quel punto ho voluto approfondire e ho richiamato il numero da cui era arrivato il messaggio. Chi mi ha risposto, con professionalità e gentilezza, si è presentato come “Servizio sicurezza”. Per convincermi, mi ha fornito tutti i miei dati con precisione. Così, inizialmente, mi sono fidato». Poi, però, il pensionato ha capito che qualcosa non andava. «Il sospetto è nato appena mi hanno chiesto i codici di sicurezza: mi hanno detto, per mia tutela, che avrei dovuto sostituirli e che poi avrei dovuto disinstallare l’app della banca peri riattivarla il lunedì successivo con i nuovi codici. Ho tentato di fare le operazioni suggerite ma non ci sono riuscito e nessuno ha più risposto al telefono. Poi, all’improvviso, è arrivato un sms della banca con cui si chiedeva di eseguire un bonifico di 14mila e 660 euro su un conto corrente (comprensivo di Iban e intestazione). Lì ho avuto la certezza che si trattasse di una truffa. Quando sono finalmente riuscito a parlare con il vero servizio clienti della banca mi hanno confermato che era stata realmente “impegnata” quella somma. Era come se fosse in stand-by, insomma. Ho bloccato ovviamente tutto: conto corrente, carta di credito e di debito. Ho provveduto a inoltrare copia della denuncia presentata ai carabinieri alla banca stessa per poter riavere quei 14.660 euro più il resto dei soldi che ho nel conto. Forse riuscirò a cavarmela e a recuperare tutto, ma ho saputo che altre persone non ce l’hanno fatta e hanno perso parecchio denaro. Ecco, proprio per questo lo ribadisco una volta di più: «State veramente attenti alle truffe informatiche. Dietro ci sono persone abili e convincenti che riescono ad avere, non si sa come, informazioni dettagliate su conti correnti e carte di credito. Un’ultima cosa. Spesso agiscono nei giorni festivi e quando si scopre la truffa è troppo tardi per rimediare». (s.p.)

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