Sassari, in Aou l’ambulanza arriva dopo ore

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SASSARI. Pazienti parcheggiati su una sedia o su una barella per ore, molti dei quali immuno depressi, tutti a mollo nell’attesa nei corridoi affollati, in attesa che un’ambulanza finalmente li riprenda e li riaccompagni al proprio reparto. E ancora: esami diagnostici che saltano, agende stravolte, perché il mezzo di soccorso si presenta anche con tre ore di ritardo. Un cortocircuito che coinvolge tutti i reparti che hanno bisogno di spostare i propri malati in un altro edificio dell’Aou per svolgere esami o accertamenti.

Ciò che non funziona è il servizio di trasporto dei pazienti intraospedaliero, che per la logistica delirante dell’Aou deve essere svolto necessariamente attraverso l’utilizzo delle ambulanze. Sassari in questo è un caso limite che andrebbe studiato: se hai concepito una sanità a padiglioni, con Cliniche e Santissima Annunziata separati in casa con viale San Pietro a far da spartiacque, e sparpagli i servizi da una parte e dall’altra, finché non sarà inventato il teletrasporto i pazienti dovranno spostarsi sui mezzi di soccorso. Per capirsi: se hai l’angiografia in un padiglione semivuoto mentre Rianimazione, Pronto soccorso, Traumatologia, Neurochirurgia e Stroke unit (queste ultime due sono quelle che ne richiedono di più) sono tutte al Civile, come si può pretendere di non spendere uno sproposito in movimentazione pazienti? Altro esempio incredibile: quando si blocca l’unico ascensore per la risonanza del Civile, allora bisogna scendere al Pronto Soccorso, salire sull’ambulanza e fare il periplo del santissima Annunziata. In pratica prendi l’ambulanza per andare nello stesso edificio. Ed esempi simili, di viaggi in ambulanza per 50 metri in linea d’aria, ce ne sono a decine. Questo spreco di risorse e di tempo va avanti da decenni. La soluzione che l’Aou ha tirato fuori è stata una gara al ribasso che ha di fatto tagliato fuori, per i costi insostenibili, tutte le associazioni e cooperative locali che hanno da sempre gestito il servizio di movimentazione interna dei pazienti. Nessuna ha presentato l’offerta. Ma allo stesso tempo, visto che l’appalto da poco aggiudicato non partirà prima di settembre, l’Aou ha prorogato unilateralmente per due volte l’appalto precedente (contratto scaduto il 30 novembre 2020), alle stesse condizioni, senza nemmeno la firma da parte del capofila della Rti. Inoltre le fatture sono state pagate alle associazioni solo sino ad aprile, mentre restano ancora scoperti maggio, giugno e luglio. Ed ecco perché le ambulanze chiamate dai reparti arrivano con ore di ritardo. Perché le tre associazioni che gestiscono il trasporto, che non hanno potuto partecipare alla nuova gara a causa degli importi insostenibili, che malvolentieri portano avanti un servizio in regime di proroga, probabilmente fanno il minimo sindacale. Già i mezzi erano sin dall’inizio insufficienti per coprire le tante richieste giornaliere, figuriamoci se chi opera ha deciso di tirare i remi in barca, non mette a disposizione ulteriori ambulanze come in passato, ma anzi ha l’intenzione di levare due auto (da 6 si ridurrebbero a 4). Il servizio è destinato a peggiorare drasticamente.

L’Aou, da parte sua, spiega i disagi in questo modo: «In questi giorni, eventuali disservizi verificati nell’ambito dei trasporti potrebbero essere ricondotti a due fattori. Da una parte un aumento di accessi di utenti al Pronto soccorso. Nelle prime due settimane di luglio, infatti, è stata registrata una media di accessi pari a 130 pazienti al giorno, con punte di 163. A questo si aggiunge l’incremento dei ricoveri ospedalieri con una media, in queste prime settimane di luglio, pari a 28 ricoveri al giorno. Dall’altra parte il maggior numero di richieste di trasporto si registrano in maniera concomitante in una parte della frazione della giornata. Ma all’aumento delle richieste di trasporto interospedaliero in ambito urbano ed extra urbano di circa 80 al giorno, non corrisponde un’adeguata disponibilità di mezzi messi a disposizione da parte dell’attuale Rti. Il nuovo appalto quindi, che sarà operativo nei termini previsti dalle normative, consentirà una nuova organizzazione. «Gara dalla quale nessuno è stato tagliato fuori – precisa la direzione strategica dell’Aou di Sassari – poiché si trattava di una procedura aperta a rilevanza comunitaria alla quale hanno partecipato anche due operatori isolani in Rti». Infine, per quanto riguarda le fatture scadute, l’Azienda fa sapere che queste sono state tutte regolarmente pagate.