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Sanità, la mobilitazione in difesa del San Camillo

NUORO. Un’invasione pacifica della città in nome di una sanità in agonia, pesantemente minacciata oltre che dalla pandemia, dal “taglia e cuci” previsto dalla riforma che prevede un’imminente rivoluzione. La marcia dei cittadini e dei sindaci organizzata inizialmente per difendere l’ospedale San Camillo, il 30 luglio farà tappa in città. Dopo le due grandi manifestazioni del 29 maggio e del 26 giugno scorsi, gli attivisti del comitato “Sos Sanità Barbagia Mandrolisai, invaderanno le strade del capoluogo di provincia per denunciare problemi e criticità non solo dell’ospedale di Sorgono ma di tutto il sistema sanitario provinciale. Una delegazione di manifestanti quel giorno incontrerà il prefetto Luca Rotondi con la speranza che possa fare da tramite con il ministro alla Salute, Roberto Speranza. «Le manifestazioni finora organizzate non hanno sortito l’effetto sperato – dice Pina Cui, attivista del comitato –. Dalla Regione, nonostante i documenti inviati, non abbiamo ricevuto risposte. Il nostro ospedale (il San Camillo ndr) è ormai al collasso, e non è pensabile rimanere impassibili di fronte allo smantellamento e alla chiusura dei reparti del San Francesco di Nuoro, che fino a qualche anno fa svolgeva un ruolo chiave per il territorio e per tutto il sistema regionale. Per questo motivo – aggiunge Cui – chiediamo il sostegno dei politici, dei sindaci, delle associazioni e dei cittadini della provincia, perché possano unirsi alla nostra protesta, finalizzata a impedire il continuo sgretolamento della Sanità pubblica a favore di quella privata. Stiamo scendendo in piazza per difendere un fondamentale diritto della Costituzione che da troppo tempo ci viene negato. Non è possibile – prosegue la donna – che si faccia finta di non vedere le gravi carenze di servizi di base delle zone interne. Qui non solo è messo a rischio il diritto alle cure per i cittadini, ma il sacrosanto diritto alla vita. Serve un intervento immediato – continua la portavoce – per ripristinare l’efficienza dei nostri sistemi ospedalieri e della medicina di base, prima che sia troppo tardi».

L’appuntamento, dunque, per il 30 luglio, giorno in cui il comitato “Sos Sanità Barbagia Mandrolisai” trasmetterà al prefetto le richieste e chiederà l’intervento del ministro Speranza. «Lo inviteremo a venire in Sardegna – conclude Pina Cui – perché possa toccare con mano lo stato in cui verte il nostro sistema sanitario». (k.s.)

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