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Riscoprirsi socialisti, non è mai troppo tardi – Il Riformista

Avanti! della Domenica

Nautilus — 14 Novembre 2022

Riscoprirsi socialisti, non è mai troppo tardi

Alla ricerca del tempo perduto, due socialisti del passato hanno ritrovato il loro maestro. Fabrizio Cicchitto e Claudio Signorile – 45 anni fa “luogotenenti” di Riccardo Lombardi – hanno battezzato il primo numero di una nuova rivista politica, “Civiltà socialista” , dedicando una sezione al capo carismatico della Sinistra socialista. Articoli, ricchi di spunti interessanti.

Dopo aver navigato, per anni e anni, lontani dalla loro vecchia “casa”, Cicchitto e Signorile si sono riavvicinati al proprio passato. Certo, non è dato sapere come Riccardo Lombardi, scomparso nel 1984, avrebbe giudicato il travagliato tragitto dei suoi allievi durante la Seconda Repubblica: non è dato immaginarlo, perché la storia controfattuale è esercizio suggestivo ma sempre scivoloso. Lo è, quando propone domande del tipo: se Mussolini non avesse consegnato la dichiarazione di guerra nel 1940 , a quel punto l’Italia avrebbe….

L’esercizio diventa di cattivo gusto, quando ipotizza cosa avrebbe pensato una persona che non c’è più. Non metteremo in testa al vecchio Riccardo pensieri che non ha pensato. Noi però sappiamo che negli anni della traversata nel deserto, non pochi socialisti – rinunciando a comode carriere – hanno difeso l’unica trincea per loro naturale: quella del centro-sinistra. In questa parte del campo, lo hanno fatto da postazioni diverse. Qualcuno ha tenuto alta la bandiera, in formazioni di indiscutibile dignita’ politica come Si e Sdi. Altri – come Giuliano Amato e Ottaviano Del Turco – hanno pensato che valesse la pena scommettere sul Pd; altri come Valdo Spini hanno dato vita a formazioni, come i Laburisti, impreziosite da presenze parlamentati di notevole qualità. Altri, come Rino Formica, Claudio Martelli, Ugo Intini e tanti altri, hanno svolto il ruolo di battitori liberi, facendo valere lo spirito critico, anche corrosivo ma mai cedendo alla tentazione dello sconfinamento verso il centrodestra.

Altri invece sono emigrati verso lidi lontanissimi, arrivando nella prima linea di partiti “padronali” come Forza Italia. Certo, Fabrizio Cicchitto e Claudio Signorile – che nel Psi avevano avuto un peso specifico assai diverso – anche dopo il 1993 hanno seguito percorsi differenti, ma un tratto finisce per accomunarli: la qualità politica. Il Psi ha sempre avuto una straordinaria classe dirigente. Attorno a Craxi si raccolse una squadra di “fuoriclasse”, ma a sua volta la sinistra lombardiana esprimeva una élite di gran qualità.

Ora diversi “ex” tornano a connettersi alla denominazione socialista. Bene. Qualcuno di loro ogni tanto alza il ditino, immaginando di poter dar lezioni a chi, per 30 anni, ha tenuto vivi nome, simbolo, un insediamento. Passione e fatica condivisi, tra i tanti, da Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta, Cesare Pinelli che hanno contribuito a irrobustire una testata prestigiosa come ”Mondoperaio”.

La ricongiunzione sentimentale con la propria giovinezza è una bella storia ma vale la pena viverla con lo spirito giusto: da socialisti.

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