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Reggio Calabria, i tirocinanti calabresi incontrano il Prefetto: “il nostro è lavoro nero legalizzato”

I tirocinanti calabresi incontrano il prefetto per denunciare la loro condizione lavorativa troppo spesso dimenticata dalle istituzioni

“Lo scorso 16 Settembre noi Tirocinanti Calabresi abbiamo tenuto un incontro pubblico manifestando la nostra massima indignazione per questa campagna elettorale che ci sta totalmente ignorando anche se rappresentiamo una vera piaga sociale che, da oltre un decennio, è stata affrontata dalle Istituzioni preposte soltanto con interventi tampone e che, ad oggi, non vede tracciato il benché minimo progetto che porti alla tanto agognata stabilizzazione.

Alla manifestazione sono intervenuti tirocinanti degli Enti ospitanti della città (Grande Ospedale Metropolitano, A.S.P., Comune, Città Metropolitana) e dei comuni di Cittanova, Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Rosarno e Scilla.

Durante l’incontro, tenutosi a Piazza Vittorio Emanuele II (Piazza Italia), cuore politico amministrativo del territorio reggino, abbiamo avuto l’onore di essere ricevuti da S.E. il Prefetto di Reggio Calabria, Dott. Massimo Mariani. Nell’incontro gli è stato richiesto un intervento, in qualità di Rappresentante del Governo, al fine di sollecitare la Giunta Regionale affinché siano istituiti tavoli tecnici periodici composti da Rappresentanti del Governo, della Regione e dei Tirocinanti stessi, volti alla ricerca della soluzione per dare dignità di lavoratori a circa 4.000 madri e padri di famiglia che si sono guadagnati il diritto al lavoro direttamente sul campo.

S.E. il Prefetto ha manifestato la propria solidarietà al problema, avendo già conosciuto la figura dei tirocinanti nel corso della Sua carriera, e, con grande sensibilità, ha dimostrato disponibilità ad affrontare l’argomento successivamente alla formazione del futuro Governo. A seguito dell’approvazione degli emendamenti, che hanno autorizzato lo stanziamento di fondi in favore dei Tirocinanti Calabresi, sarebbe stato auspicabile un intervento legislativo che, dopo lunghi anni, desse finalmente la dignità di lavoratori a tutti coloro che, dal bacino della mobilità in deroga, si sono ritrovati a svolgere lavoro nero legalizzato nella Pubblica Amministrazione, chiamato T.I.S.

L’ennesima proroga in deroga, concessa dalla Regione Calabria proprio in quest’ultimo mese, sarà sicuramente accettata da tutti i Tirocinanti soltanto per questione di necessità economiche (per molti è l’unica fonte di reddito familiare) anche se proroga il nostro stato di precariato. I Tirocinanti Calabresi, pensanti ed indipendenti, sono consapevoli che dopo questi ulteriori 12 mesi di T.I.S., il problema si ripresenterà per l’ennesima volta, mentre con gli attuali fondi disponibili, si sarebbe potuta trovare una reale soluzione. Visti i fondi stanziati dall’Europa per la lotta alla disoccupazione questo sarà il momento storico migliore per risolvere questa annosa situazione”. È quanto si legge in un comunicato a firma dei “Tirocinanti Calabresi.

Di seguito il documento consegnato al Prefetto di Reggio Calabria in occasione dell’incontro avuto a conclusione della manifestazione:

“Egr. Sig. Prefetto,

Il presente documento vuole porre all’attenzione di S.E. la grave situazione economico – sociale in cui versano i circa 4000 tirocinanti extracurriculari calabresi (TIS Tirocinanti di Inclusione Sociale). Da circa un decennio, avendo perso il posto di lavoro, siamo stati inseriti inizialmente nel bacino della mobilità in deroga e, successivamente, avviati in percorsi di politiche attive ( tirocini formativi) con lo scopo di essere reinseriti nel mondo lavorativo. Negli ultimi anni il tirocinio formativo è stato sostituito dal tirocinio di inclusione sociale generalmente riservato alle categorie svantaggiate.

In sintesi, ad oggi, occupiamo come lavoratori non contrattualizzati i posti mancanti nella P.A., senza però godere dei più essenziali diritti dei lavoratori (contributi previdenziali, malattia, ferie, permessi ecc.). In pratica, si tratta di UN LAVORO NERO LEGALIZZATO, per gli Enti Pubblici ( Comuni, Province, A.S.P., Ospedali, ecc.), avendo riconosciuto un semplice rimborso spese di Euro 700 mensili corrisposto con cadenza bimestrale. Ci rivolgiamo a Lei, in qualità di rappresentante del governo e garante dei servizi alle persone e alla comunità, affinchè si faccia promotore di un tavolo tecnico tra Governo, Regione e rappresentanti dei tirocinanti di inclusione sociale volto alla ricerca di un percorso che possa portare ad una concreta soluzione del problema.

Nel tavolo di concertazione dovrebbero essere indicate le calendarizzazioni concordate con Regione e Governo, il percorso che si intende intraprendere per il raggiungimento della tanta agognata stabilizzazione, le tappe e le tempistiche.

A seguito dell’approvazione degli emendamenti, che hanno autorizzato lo stanziamento di fondi in ns. favore, sarebbe stato auspicabile un intervento legislativo che dopo lunghi anni ci desse finalmente la dignità di lavoratori.

Facciamo presente a S.E. che molti dei 4.000 tirocinanti portano avanti famiglie monoreddito e che il bisogno di stabilità e le necessità familiari potrebbero indurre gli stessi, loro malgrado, ad imboccare strade non del tutto legali per dare da mangiare ai propri figli.

Agli inizi di questo mese la Regione ha stanziato altro fondi concedendo una proroga di un anno; ciò, anche se accolto favorevolmente da chi vive di tale entrata economica, non fa altro che accentuare la precarietà e porta a fare delle scelte di vita non libere e consapevoli. Certi della Sua solidarietà e speranzosi della Sua presa in carico di questo disperato appello, porgiamo distinti saluti”.

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