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Re Carlo III e i suoi fratelli, la toccante processione dietro alla bara della mamma regina

La salma della  regina Elisabetta, rimasta fino al al pomeriggio di lunedì 12 settembre nella sala del trono di Holyroodhouse, la residenza reale di Edimburgo, è arrivata alla cattedrale di St.Giles dove è avvenuta la prima esposizione pubblica. Dietro la bara, disposta a vista sull’auto funebre, seguivano a piedi  re Carlo III e gli altri figli di Sua Maestà: la principessa reale Anna e i principi Andrea ed Edoardo. Re Carlo era in uniforme militare da parata, come la sorella Anna e il fratello Edoardo. Mentre Andrea, che dopo lo scandalo Epstein era stato privato dalla mamma sovrana di titoli, patronati e onori militari, era in abiti civili, pur con le sue decorazioni appuntate al petto. Attorno, un fiume di gente silenziosa e commossa, assiepata su entrambi i lati del Royal Mile e delle strade circostanti. Il feretro, preceduto da poliziotti a cavallo, scortato sui due lati dal reparto d’onore del reggimento reale scozzese, seguito da guardie reali con la giubba rossa e l’alto colbacco nero, è arrivato al cattedrale di St.Giles al suono della cornamusa del Royal Regiment of Scotland. Una solenne e toccante processione che ha avuto un solo intoppo. È successo quando un ventiduenne si è scagliato contro Andrea urlandogli «vecchio malato». Bloccato da due cittadini, il giovane è stato poi portato via da un poliziotto.

Quindi la bara di Elisabetta, portata a spalla dalla guardia d’onore del Royal Regiment of Scotland, è stata accolta in chiesa da uno squillo di trombe. Sul feretro della regina, nella cattedrale, era adagiata la corona di Scozia: forgiata con oro scozzese in cui sono incastonate 22 gemme preziose, fu consegnata alla sovrana dopo l’incoronazione nel 1953. Al centro della messa in memoria di Elisabetta, come ha spiegato la Bbc, c’è stata «la sua fede cristiana sincera», non di facciata. Una fede rivendicata pubblicamente «senza falsi pudori», come è stato notato dal pulpito, con citazioni dei suoi messaggi televisivi di Natale, e dei suoi espliciti e ricorrenti richiami «al messaggio di Gesù Cristo» come proprio punto di riferimento, seppure nel rispetto dei sudditi di diverso credo o senza fede. La funzione in onore di Elisabetta II, celebrata nella cattedrale di St Giles davanti a poche persone tra cui la la regina consorte Camilla, Sophie Wessex e la nuova premier Liz Truss, si è conclusa con l’esecuzione di God save the King, la nuova versione dell’inno nazionale. Poi re Carlo III, la regina consorte Camilla e gli altri reali hanno lasciato la chiesa, che più tardi è stata aperta al pubblico per l’omaggio alla salma.

Il viaggio della regina non è finito. Martedì 13 settembre è previsto lo spostamento del feretro a Londra, via aereo. I funerali si terranno lunedì 19 settembre. Prima ci sarà l’esposizione della salma per 24 ore al giorno, e per 4 giorni, nel Palazzo di Westminster, sede del Parlamento.

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