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Quasi 450 bambini senza il pediatra

ORISTANO. In provincia di Oristano anche i bambini più piccoli possono vedersi negare il diritto alle cure mediche gratuite che gli dovrebbe garantire il Servizio sanitario nazionale. Tutto nasce dal trasferimento di una pediatra che operava sino a due settimane fa nell’Oristanese.

Il problema è che la Assl nel frattempo, non solo non ne ha nominata una nuova, ma non avrebbe nemmeno comunicato del trasferimento i genitori dei piccoli pazienti, in modo che potessero scegliere un nuovo specialista. Il risultato, è che ora, ad essere rimasti senza medico di riferimento, ci sono quasi 450 bambini.

Un problema non di poco conto, che arriva in un momento piuttosto complicato per la Assl di Oristano, al centro di pesanti polemiche proprio in relazione al mancato rimpiazzo di medici trasferiti o andati in pensione.

La pediatra che si è trasferita svolgeva il proprio servizio, in convenzione con la Assl, nel cosiddetto “Ambito territoriale 2”, che comprende 14 Comuni: Baratili San Pietro, Bauladu, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Riola, San Vero Milis, Siamaggiore, Solarussa, Tramatza, Villanova Truschedu, Zeddiani e Zerfaliu.

A confermare che ai genitori non fosse stato comunica nulla dalla Assl, è il sindaco di Oristano, che, in qualità di presidente dell’Assemblea del distretto, ha scritto ai commissari di Assl e Ats, ma anche all’assessore regionale alla Sanità e al Prefetto. «Non risulta pervenuta ai genitori interessati adeguata ed ufficiale comunicazione che ne annunciasse il trasferimento, nonostante la dottoressa avesse dato alla Assl adeguato preavviso di 30 giorni», scrive Andrea Lutzu. «Non è da trascurare il fatto che il suo trasferimento, e soprattutto la mancata sostituzione, siano avvenuti in periodo scolastico, ed in un tempo ancora caratterizzato dalla pandemia con tutto ciò che questo può comportare», denuncia ancora Lutzu.

L’addio della pediatra cade in un territorio in cui i medici pediatri operativi (così come quelli di medicina generale), tra pensionamenti e trasferimenti, scarseggiano ed hanno in carico centinaia e centinaia di assistiti, e sono quindi impossibilitati a farsi carico di altri utenti». In altre parole, anche l’unico pediatra “di libera scelta” rimasto in servizio nella zona, non potrà prendere in carico i bambini che però, non possono essere privati del diritto ad avere un medico di riferimento. «Al momento i nominativi indicati dalla Assl come possibili pediatri disponibili nel territorio, hanno manifestato di non poter soddisfare le tante richieste provenienti dai genitori, visto l’elevato numero di bambini e ragazzi già da loro assistiti», afferma Lutzu che sottolinea come «in questa situazione, oltretutto, vien meno anche l’elemento della “libera scelta”, che dovrebbe essere garantito alle famiglie». La nota conclude con la richiesta di un interventi tempestivo per porre fine al grave disservizio. Del problema si era occupato qualche giorno fa anche il consigliere regonale dei 5Stelle, Alessandro Solinas, che aveva presentato una interrogazione al presidente della Giunta, Christian Solinas e all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, segnalando la gravità di una vicenda di sanità negata ai bambini in tenerissima età. Per il momento però, né Andrea Lutzu né Alessadro Solinas, hanno ricevuto risposte dalla Assl o dalla Regione. Sullo sfondo non solo i disagi per le famiglie dei centri interessati, ma anche le conseguenze civili e penali di quella che appare come una interruzione di pubblico servizio.

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