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Porte aperte alla normalità Alghero si mette in moto

ALGHERO. La Riviera del Corallo si rianima in vista della stagione estiva. Il ritorno in zona bianca favorisce gli spostamenti e, soprattutto, la riapertura di attività come ristoranti, bar, locali della movida che sono una fetta importante del sistema economico locale. Seppur con le regole anti Covid da seguire, tutti sono felici della ripartenza e guardano avanti con ottimismo. La stagione estiva per la città catalana di Sardegna, promette bene. Non saranno i numeri degli amni precedenti al Covid, ma saranno sempre numeri importanti che permetteranno a molte attività di riprendersi dopo i mesi di chiusura forzata. «Si intravede un po’ di luce – dice Bruno Meloni, uno degli chef più apprezzati in Sardegna –, in questo periodo stiamo lavorando bene il fine settimana soprattutto con i sardi, mentre i turisti da noi sono ancora pochi». Sul fronte matrimoni, Meloni conferma che il prossimo sabato ci sarà il primo vero ricevimento dopo mesi di blocco: «Anche sul fronte matrimoni si sta tornando quasi alla normalità. Dico quasi – precisa – perché saranno poco più di cinquanta invitati, mentre prima eravamo abituati a matrimoni con 300/400 invitati, a volte anche di più. Scordiamoci quei numeri per un po’ di tempo».

Altro locale molto frequentato è il ristorante Maò de Plà, che si trova all’interno del Quarté Sayàl, un complesso storico unico nel suo genere. Il proprietario Roberto Ferroni sottolinea che si sta lavorando bene anche perché il locale è molto apprezzato sia per la cucina che per l’aspetto architettonico. «In questo periodo abbiamo una clientela prettamente locale e del territorio. Tra i turisti abbiamo molti italiani e pochi stranieri. Quest’anno peserà l’assenza degli inglesi, che per la Riviera del Corallo hanno sempre rappresentato un buon bacino». Buona ripresa subito alla riapertura anche per la Bouqueria: «Chiaramente lavoriamo anche noi con i sardi, ma devo dire – rivela Pina Meloni – che ci sono anche diversi stranieri, soprattutto tedeschi, francesi e inglesi. Pochissimi gli spagnoli. Speriamo che questa sia la stagione della vera ripartenza, perché il nostro settore è tra quelli che ha subito tantissimo».

Numeri confortanti per i ristoranti, ma anche per i locali che si affacciano sul mare. «L’ attuale ripartenza – spiega Gavinuccio Olmeo, del Maracaibo – è stata presa di buon grado e con trasporto dalla popolazione locale, la quale chiaramente non vedeva l’ora di sentirsi libera dai vari vincoli. In città da dieci giorni a questa parte si vedono turisti provenienti da vari paesi d’Europa ai quali abbiamo cercato di dare un caloroso benvenuto. Sentire il loro italiano incespicante, ci riempie di gioia. Speriamo – conclude Olmeo – la condotta di buonsenso prevalga in tutti noi, torneremo alla vecchia quotidianità con nuove consapevolezze». Infine Lorenzo Sagrati del Riservato parla di un buon avvio, anche se turisti se ne vedono pochissimi: «Si percepisce che la gente ha voglia di uscire e stare all’aria aperta, sono convinto che sarà una stagione di riscatto».

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