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Pochi medici di base nel Nuorese: sindaci ascoltati in Consiglio regionale

I capigruppo del Consiglio regionale hanno incontrato una delegazione di Sindaci del Nuorese, che hanno manifestato a Cagliari contro la carenza dei medici di base.

Leggi qui la notizia – Sanità, mancano i medici di base: protesta dei Sindaci

Gli amministratori locali (sono intervenuti i rappresentanti dei Comuni di Orani, Oliena, Oniferi, Dorgali, Talana, Gavoi, Esterzili ed Olzai ed il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana) hanno sottolineato la loro preoccupazione per la mancanza di un servizio essenziale che, nella quotidianità, oltre a creare gravi disagi alla popolazione alimenta dinamiche negative e rischia di delegittimare i Sindaci come primo riferimento istituzionale delle comunità. Di qui la sollecitazione alla Regione perché individui soluzioni urgenti (anche temporanee) in tempi brevi, assicurando nei territori un reale servizio sanitario di prossimità e coinvolgendo maggiormente i Sindaci sulle tematiche del diritto alla salute.

L’assessore della Sanità Mario Nieddu, prendendo la parola in risposta agli amministratori locali, ha ricordato che la copertura territoriale del servizio di medicina di base è da tempo largamente incompleta per la mancata assegnazione delle sedi fin dalle annualità 2014-2017. “Nonostante le difficoltà legate alla pandemia – ha proseguito Nieddu – a fine febbraio è stato pubblicato un bando relativo al 2018, grazie al quale è stato possibile coprire circa un terzo delle sedi vacanti (172 in tutta la Sardegna), rendendo necessario un nuovo bando che dovrebbe concludersi in tempi brevi”.

In prospettiva, ha concluso l’assessore, “si sta lavorando ad altre due soluzioni“. La prima, proposta dallo stesso Nieddu in Conferenza della Regioni e accolta da un largo consenso, riguarda l’attivazione di “punti di guardia media attivi dalle 8 alle 20.00 nei Comuni privi di medico di base, mentre la seconda prevede la possibilità di impiegare sul territorio medici provenienti dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), in questa fase ‘alleggeriti’ dagli impegni della pandemia”. In quest’ultimo caso, ha chiarito l’assessore della Sanità, sarà però necessario “modificare la legge istitutiva della Usca“.

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