Pioggia, grandine e Mahrez mosso: il PSG affonda, il Manchester City è la prima finalista di Champions League

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Foto di Peter Powell / Ansa

Il Manchester City è la prima finalista di Champions League: il PSG affonda fra le intemperie e la doppietta di un super Mahrez

Pioggia, freddo, grandine sul manto di gioco bianco e verde. Clima invernale a Manchester, non proprio il meteo adatto per prendere il largo, nè per giocare una semifinale di Champions League. E se è vero che la Champions League è un lungo viaggio verso la finale, il percorso del PSG è naufragato nell’ultima tratta, prima di partire alla volta dello Stadio olimpico Atatürk di Istanbul. È un gioco vorticoso quello del City, tentacolare nelle sue trame orchestrate da giocatori dalla tecnica sopraffina come De Bruyne, Foden e Bernardo Silva. Il PSG prova a restare a galla, ma senza Mbappè (out per un problema muscolare) ribaltare l’1-2 dell’andata è dura, specie contro un Ruben Dias che non lascia passare nemmeno le gocce di pioggia.

I francesi vanno sott’acqua due volte, è un ‘Mahrez mosso’ che colpisce una volta per tempo, senza lasciare scampo. Mentre il cronometro scorre e il City nasconde la palla, Di Maria perde la testa e si fa espellere dopo aver colpito volontariamente Fernandinho con un pestone a gioco fermo. La condanna definitiva. Dopo 127 anni, il Manchester City sbarca per la prima volta in finale di Champions League. Pep Guardiola è l’uomo dell’impresa: il timoniere esperto che ben si orienta nelle notti stellate di Champions League, capace di sfatare il tabù dei quarti di finale, fin qui scoglio invalicabile nella storia di un club che ha come simbolo una nave e come sogno il tesoro più prezioso a cui ogni calciatore possa ambire.