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Pierpaolo Pretelli: «Quando ho iniziato a credere in me stesso»

Pierpaolo Pretelli è una di quelle persone che ha bisogno di restare in movimento per sentirsi vivo: «Nei periodi in cui la mia vita è meno frenetica soffro, non devo avere il tempo di pensare» racconta al telefono dalla sua casa di Roma, combattendo il caldo di metà giugno con il condizionatore «sparato a palla», direttamente in faccia. Sarà per questo che L’estate più calda, la sua nuova canzone scritta a quattro mani con Shade, prodotta da Jaro e cantata insieme a Georgina, è un inno alla spensieratezza, un brano che, con le sue sonorità reggaeton e un po’ latine, mira a farci spegnere il cervello e a spingerci a recuperare tutte le cose che non abbiamo vissuto, lasciando in sospeso i dubbi e le incertezze che, specie in quest’ultimo anno e mezzo, sono venuti a galla più di prima.

Dal canto suo, però, Pierpaolo sta vivendo una «golden age» tutta speciale: l’esperienza al Grande Fratello Vip lo ha rafforzato sia a livello lavorativo (si parla insistentemente di una sua possibile partecipazione alla prossima edizione di Tale e Quale Show) che a livello sentimentale. La relazione con Giulia Salemi, che ha avuto un ruolo decisivo anche nel video de L’estate più calda, va a gonfie vele, i giornali fantasticano e parlano di un futuro già programmato tra convivenza e, forse, qualcos’altro, ma Pierpaolo non ama andare troppo oltre: per lui l’importante è vivere il momento, cavalcare l’onda prima che si ammortizzi.

Curioso che dica di non voler stare fermo quando si è rinchiuso in una Casa per tanti mesi.

«Per fortuna ho un grande autocontrollo – forse pure troppo – e sono riuscito a gestire bene ogni situazione. L’ho vissuta come un gioco, oltre che come un lavoro».

Da dove deriva questo autocontrollo?

«Sono una persona che pensa molto prima di agire e di reagire, pondero tutto. Riesco sempre a filtrare un momento d’istinto, a controllarmi: penso che sia una dote quella di essere cauti e attenti a quello che si dice, anche perché spesso le parole fanno più male di quanto non si creda».

È importante, però, lasciarsi anche un po’ andare…

«Ma infatti lo faccio, solo che bisogna farsi rispettare: quando vedo che si va oltre, allora mi freno subito».

Intanto per quest’estate ha deciso di regalarci L’estate più calda: da quando ama la musica?

«Da sempre. A 6 anni ho iniziato a studiare pianoforte, ho anche seguito delle lezioni di canto per un paio di anni: la musica è uno dei pochi mezzi che uso per distrarmi solo che, per molto tempo, l’ho messa da parte. L’idea di farla davvero mi è venuta l’anno scorso, un po’ per gioco. Dopo essere uscito dalla Casa, da marzo a oggi, ho deciso di riprendere il discorso ed eccomi qui».

Il suo futuro, ora come ora, avrà a che fare con la musica, quindi?

«Di sicuro non voglio fermarmi: è una cosa che mi piace e mi fa stare bene, una passione che vorrei far crescere. Grazie al Grande Fratello sono riuscito a farmi conoscere, ma ora vorrei spostare l’attenzione su un nuovo lato di me».

Ha detto che è iniziato tutto a 6 anni: che bambino era?

«Molto tranquillo, non ho mai dato problemi ai miei genitori. A scuola facevo le imitazioni, prendevo in giro i professori, ero un po’ un giullare, ma per il resto, al di là degli allenamenti di calcio, ero molto solitario. Fino ai 16 anni non passavo molto tempo con gli amici e stavo per la maggior parte del tempo a casa, nel mio mondo».

Cosa faceva a casa?

«Scrivevo film, libri: la fantasia mi ha sempre accompagnato. Il sogno di fare qualcosa in più c’è sempre stato solo che, quando vivi in un paesino di 5mila abitanti, sembra tutto lontanissimo: a 11 anni volevo fare il Grande Fratello, ma poi la vita mi ha portato a Giurisprudenza, che ho fatto alla Sapienza: ho fatto i primi 15 esami, ma poi ho lasciato per lavorare, per Striscia».

Perché ha lasciato?

«Non ero soddisfatto di quello che facevo, sentivo che non era quello che volevo dalla mia vita. Il mio più grande problema è sempre stato quello di non aver creduto abbastanza nelle cose che facessi, sia all’università che in tv. Oggi, circondandomi di persone che credono in me come Giulia, riesco, invece, a dare il 100% e non perdo mai di vista l’obiettivo. C’ho messo un po’ a capirlo, ma alla fine ho imparato: il fatto che la gente, specie dopo il GF, mi stimoli a continuare è tutta benzina per me».

Il paese di 5mila abitanti le è mai stato stretto, invece?

«Sì. Dopo i 18 anni, appena finito il liceo, la mia idea era subito quella di andare via, crearmi qualcosa in una città più grande. A Roma ho fatto la vita dello studente universitario che nel weekend lavorava come cameriere: la mia fortuna è stata quella di rimanere con i piedi per terra, restando umile».

L’ultima sembra un po’ rara da trovare oggigiorno, non crede?

«Dipende. Le persone molto umili sono quelle che sono arrivate più lontano nella vita. Tipo Keanu Reaves, che fa una vita da nomade, aiuta i poveri: una storia pazzesca».

Curioso che citi Keanu Reaves: sta ripensando al cinema, per caso?

«Ho anche studiato per farlo, il problema però è sempre lo stesso: non ho mai creduto abbastanza in quello che facevo. Il cinema, così come la musica, sono circuiti molto chiusi, ci sono poche vie per farsi conoscere, anche se ammetto che il cinema mi ha sempre stimolato. Avere un bambino, cercare di portare il pane a casa non mi hanno permesso di dedicarmici come volevo, ed è per questo che voglio rifarmi oggi con la musica».

Il fatto di aver debuttato in tv come «velino» muto le ha creato difficoltà per dimostrare di avere una voce?

«Viviamo in un paese dove l’etichetta c’è, e la sola cosa che può aiutare è farsi conoscere realmente. A oggi penso che quella del ragazzo che mostra il fisico sono riuscito a metterla da parte: devo, però, tanto a Striscia, che mi ha fatto vivere un momento molto bello della mia vita. Avevo 23 anni, venivo dal paesino…».

Al di là del discorso sull’umiltà, oggi si piace a livello estetico?

«Non sono particolarmente complessato. Piaccio alla mia donna, e questo mi gratifica».

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Giulia l’ha conosciuta in un reality: c’è sempre il rischio che, una volta fuori, i rapporti non reggano all’onda d’urto della realtà. Ha mai avuto questo timore? 

«No, il periodo più difficoltoso con Giulia lo abbiamo vissuto dentro la Casa: quando siamo usciti, ci sono stati solo gioie, momenti belli e spensierati dove a vince è sempre stato l’amore, senza nessuna dinamica di gioco. Ci tengono insieme l’amore e la stima e la fiducia che abbiamo l’uno per l’altra».

Nelle interviste vi chiedono sempre del futuro: mai sentita la pressione per questo?

«Mi lasciano riflettere più del dovuto. Sicuramente ad oggi mi sento più forte, credo molto di più in me stesso e mi sforzo di pensare positivo per quello che verrà. I numeri della canzone, per esempio, mi fanno credere di raggiungere l’obiettivo: più ci credi e più attiri energia positiva».

Qual è questo obiettivo?

«La musica e tutte le occasioni che si potranno creare anche a livello televisivo. Incrociamo le dita».

A suo figlio Leo piace la canzone?

«Tantissimo, la balla pure. Ora mi chiede sempre di mettergliela».

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