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Pavoletti scalda i motori: “Voglio essere ancora un protagonista nel Cagliari”

PEJO. «Spero di essere protagonista per tutta la stagione, non soltanto negli ultimi mesi». Parola di Leonardo Pavoletti: l’anno scorso era stato frenato dalla ripresa post infortunio e dagli schemi di Di Francesco che prevedevano palla più a terra che in aria (con Simeone titolare). Il rilancio è partito con Semplici. E da lì si ricomincia.

«La cosa che più mi è piaciuta della scorsa stagione? Nel momento di massima difficoltà sono emersi non solo i calciatori, ma soprattutto gli uomini. Il Cagliari si è affidato a loro. A gennaio – spiega Pavoletti – c’era stata la possibilità di andare via ma sono felice di essere rimasto. Qui c’è una società seria, gestita da persone in gamba, brillanti: il club ha un futuro di alto livello e mi piacerebbe poter dire un giorno di esserci stato quando tutto è iniziato e avere dato il mio contributo a questa crescita».

L’attaccante livornese è fiducioso. «Niente proclami, ma di certo vogliamo fare meglio rispetto alle ultime stagione. Sono sicuro che faremo una grande annata e ci toglieremo diverse soddisfazioni. Vedo grande fame negli allenamenti». Si riparte dalla base: «È importante avere uno zoccolo duro in squadra, facilita l’inserimento dei nuovi. Quando entro in campo e vedo al mio fianco ragazzi come Joao, Ceppitelli e Cragno, mi sento pronto a sfidare chiunque. Conoscerli mi dà una sicurezza in più, affronto la partita in un modo diverso. Abbiamo sostenuto insieme tante battaglie sportive».

Non solo gioco aereo. «Mi è sempre dispiaciuto – ha detto Pavoletti – sentire di essere considerato soltanto un colpitore di testa. Lo trovo riduttivo, sono più completo di quanto qualcuno possa pensare. Mi rendo utile anche in fase difensiva; l’anno scorso ho confezionato degli assist, mi sono procurato un rigore, contribuisco alla costruzione della fase offensiva. Spetta a me allora convincere i più scettici».

Cagliari tappa importante della carriera: «Cento presenze in Serie A, le belle immagini della mia esperienza in rossoblù sono tante. Se proprio devo sceglierne qualcuna, direi il gol di Firenze il primo anno, decisivo per la salvezza; la rete, sempre a Firenze, il giorno della nascita di mio figlio; il gol al Benevento di qualche mese fa. Sono ricordi che se ci penso mi batte ancora forte il cuore ed è bello ogni tanto riviverli nella mente». (ANSA).

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