oristano,-l’appello:-«cerco-chi-ha-investito-mia-figlia»

Oristano, l’appello: «Cerco chi ha investito mia figlia»

ORISTANO. «L’automobilista che ha investito mia figlia sul piazzale dell’Eurospin, si faccia viva». L’appello di Flavia Fabris potrebbe sembrare una storia di pirati della strada, ma non lo è. La persona che era al volante dell’auto bianca che la mattina del 25 maggio, aveva investito la figlia, si fermò a prestare soccorso. Inizialmente, però, sia l’investita che l’investitrice, credettero che si trattasse di qualcosa di banale, non certo della frattura scomposta della caviglia e del piede che ancora oggi impedisce alla donna di camminare. Ecco perché adesso c’è la necessità che la conducente dell’auto bianca contatti la famiglia per poter avviare la pratica con l’assicurazione.

Flavia Fabris ricostruisce quella giornata che sicuramente, la figlia Michela, 55 anni, difficilmente potrà dimenticare: «Dopo aver caricato le buste della spesa in macchina, mia figlia stava riposizionando il carrello sotto la pensilina, a causa di un dislivello le ruote si sono bloccate costringendola a fare un passo indietro, in quel momento è sopraggiunta un’auto con due signore a bordo e il piede è finito sotto la ruota – racconta –. Mia figlia è caduta, è rimasta a terra almeno cinque minuti quasi senza poter respirare, intorno c’era tanta gente. Le due donne l’hanno portata zoppicante alla sua vettura, al momento lei non si è resa conto della gravità e ha rifiutato di farsi accompagnare al Pronto soccorso perché voleva riportare a casa suo padre, di quasi 88 anni, che l’aspettava in macchina e non aveva assistito alla scena».

La signora Flavia, originaria di Trieste e da anni residente in città, dopo aver invano cercato, anche con dei cartelli sistemati sul piazzale del supermarket di via dei Muratori, di rintracciare l’automobilista o qualcuno che avesse assistito all’incidente, ha scelto di lanciare un appello attraverso La Nuova. «Nei pressi dell’Eurospin non è attivo un servizio di videosorveglianza e anche le telecamere delle vie adiacenti, di competenza comunale, non sono state utili agli accertamenti della polizia locale – spiega la signora Fabris –. Intendo appellarmi al senso civico dei sardi affinché chi si è reso responsabile e chi ha assistito alla scena ci contatti al più presto».

La signora racconta di aver sperato, da subito, che qualcuno la contattasse per poter ricostruire l’incidente: «Non c’è stata alcuna risposta, ma non voglio arrendermi all’idea che l’omertà possa avere il sopravvento nell’animo dei miei concittadini. Più di vent’anni fa mi sono trasferita in questa città e fin da subito ho apprezzato l’essenza stessa del popolo sardo al quale sono molto legata. Oggi però non riesco a capacitarmi di questo silenzio», scrive nella lettera indicando anche un numero di telefono (329-2966645) da chiamare per fornire notizie utili.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *