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Operata a 104 anni e 8 mesi per una protesi all’anca

NUORO. «I medici sono stati bravissimi, io sono stata assistita benissimo ma si sta meglio a casa». Che a Maria Gungui non difetti lo spirito si capisce dalle parole che pronuncia al rientro nella sua casa di Mamoiada, dopo un breve ricovero al San Francesco di Nuoro. Se fosse dipeso da lei, in ospedale non ci sarebbe andata neanche per un controllo. Se non fosse stato per quella frattura del femore, avrebbe derubricato la caduta come uno dei tanti incidenti che le sono capitati nella sua lunga esistenza. Invece, tzia Maria, ha dovuto capitolare ed entrare in sala operatoria per impiantare una protesi all’anca. Nulla di strano se non fosse che la protagonista della rocambolesca vicenda ha compiuto 104 anni. «Per l’esattezza, la nostra paziente ha 104 anni e 8 mesi» sottolinea Pietro Solinas, il direttore di Ortopedia che l’ha presa in carico per curare gli esiti di una caduta dalle scale. Quelle stesse scale che tzia Maria si è ostinata a fare sino alla scorsa settimana, per raggiungere la sua camera da letto, nonostante le figlie glielo sconsigliassero. «Da quando sono a Nuoro ho avuto modo di intervenire per fratture al femore su diversi pazienti over 95 ma non capita tutti i giorni di operare un’ultracentenaria. Questo – osserva l’ortopedico – è davvero un caso fuori dall’ordinario». Caso fuori dall’ordinario per l’età della paziente non certo per le procedure ormai ben rodate. Quando l’anziana donna arriva al pronto soccorso i medici devono decidere il da farsi rapidamente. Il cosiddetto “percorso femore”, studiato per evitare complicazioni proprio alle persone più anziane, impone tempistiche rapide. «Si può intervenire chirurgicamente o no?» è la domanda che le equipe di ortopedici e anestesisti si pongono. Valutano tutti i pro e i contro del caso. Gli anestesisti coordinati da Peppino Paffi eseguono una puntuale valutazione preoperatoria e decidono che, con tutte le accortezze del caso, l’anziana paziente può essere operata. La sua fibra è fortissima e le sue condizioni di salute sono ottime: in breve è pronta per la sala. «Ormai – commenta il capo degli anestesisti del San Francesco – riusciamo a garantire la procedura anestesiologica in sicurezza in ogni circostanza». Anche tutto il resto fila a meraviglia: il decorso post operatorio, ovviamente super monitorato è tranquillo. Il recupero è sorprendente anche per una vecchia quercia. All’atto delle dimissioni scende dal letto e cammina sulle sue gambe appoggiandosi al girello. Ora dovrà continuare con la riabilitazione a domicilio: la speranza dei medici è che possa presto tornare a camminare. «Ci ha augurato di arrivare alla sua età nelle sue condizioni di salute, augurio che noi abbiamo accettato davvero di buon grado» racconta Solinas. Tzia Maria è a casa, accudita dalla sua famiglia. Anche stavolta, suo malgrado, è finita al centro della cronaca. Lei, che ha fatto la sua comparsa sulle riviste di mezzo mondo (dal Giappone alla Germania) perché a 100 e passa anni non ha mai rinunciato ad occuparsi della rivendita di stoffe che si affaccia sulla piazza principale di Mamoiada, ora si è stufata della notorietà mediatica. «Basta finire sui giornali per una cauta. E che sarà mai?» confida alla figlia Miranda. Per tzia Maria è un banale incidente domestico, per le statistiche un dato rilevante, per i medici che l’hanno curata e per i suoi familiari è molto di più.

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