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Olbia: rifiuti in discarica in meno per 2 milioni di euro. Il Cipnes aumenta i costi ai comuni

OLBIA. Il Covid-19 nell’estate 2020 non ha solo ridotto drasticamente il numero di turisti, ma anche, proporzionalmente, quello dei rifiuti conferiti in discarica. Così il Consorzio industriale Cipnes nell’ultimo esercizio ha dichiarato un calo di fatturato di quasi 2 milioni e mezzo di euro. Una mazzata per le casse dell’ente, che si tradurrà in un aumento delle tariffe di conferimento per i Comuni consorziati, a partire da Olbia. L’effetto collaterale, di riflesso, potrebbe essere un aumento delle tariffe della Tari, la tassa sui rifiuti urbani. L’aumento previsto per quest’anno, riferito ai Comuni che conferiscono nella discarica del Cipnes, è di 5 euro a tonnellata per la frazione umida e 14 euro per quella indifferenziata.

Crollo entrate. Per effetto delle misure straordinarie finalizzate al contenimento dell’epidemia Covid, il Cipnes ha subìto a parità dei costi fissi di produzione un drastico calo dell’attività economica nel settore, stante il forte calo dei flussi turistici registrato nel corso della stagione estiva 2020. “Nel 2020 si è registrato un conferimento di circa 54 mila tonnellate, a fronte di poco più di 69 mila tonnellate nel 2019 – così la delibera del Cipnes con cui è stato approvato il consuntivo 2020 -. Tale riduzione dei conferimenti ha causato un calo del fatturato di circa 2,3 milioni di euro”.

Discarica in esaurimento. Proprio il Cipnes rileva come, visto l’esaurimento della discarica consortile per rifiuti non pericolosi, considerato che il nuovo modulo di discarica, in fase di realizzazione, sarà disponibile solamente entro la fine del primo semestre 2027, i flussi di rifiuti urbani indifferenziati, come da budget, sono stati gestiti tramite l’altro impianto di smaltimento di Ozieri: che viene controllato da un soggetto terzo autorizzato dalla Regione. C’è poi stato un residuo conferimento proprio nella discarica consortile, con il modulo in esercizio fino a esaurimento e il nuovo modulo che sarà disponibile dal secondo semestre 2021.

I costi. Le operazioni logistiche, di trasporto e di eventuale pretrattamento sono stati comunque effettuati dal Cipnes con personale e mezzi propri. “Si rileva che, nel previsionale 2020, si era preventivato di inviare al suddetto impianto altrui di smaltimento circa 8.000 tonnellate di scarti – così la delibera Cipnes -. Tuttavia, a causa del protrarsi dei lavori di realizzazione del citato nuovo modulo di discarica, dovuto alle misure straordinarie limitative delle attività lavorative connesse alla pabdemia, si è imposto un incremento inatteso delle quantità effettivamente trasferite a impianti terzi pari a oltre 12.000 tonnellate. Questo ha implicato un aggravio di costi pari a circa 350 mila euro”.

Incremento tariffario. Così le tariffe del servizio nell’esercizio 2021 per il bacino di competenza del Cipnes (frazione umida e indiferenziata) sono incrementate rispettivamente di 5 e 14 euro a tonnellata rispetto alla tariffa approvata per il 2020 dall’assemblea. Sarà poi utilizzato un fondo necessario per far fronte agli oneri per il rinnovo dei mezzi e delle parti impiantistiche, che nel tempo necessitano di interventi anche manutentivi straordinari e per i costi di nuove sezioni impiantistiche: per il 2021 l’entità di tali accantonamenti risulta stimata in 107 mila euro.

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