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«Nugoro spa assuma i 30 precari»

NUORO. Verso quale futuro sta andando Nugoro Spa, la società in house della Provincia di Nuoro che si occupa della manutenzione dell’intera rete delle strade provinciali e degli istituto scolastici superiori, quando si avvicina il suo ventesimo compleanno (nel marzo 2022)? Lo chiede con preoccupazione e a gran voce la Cgil tramite Domenica Muravera, segretaria provinciale Filcams, sindacato al quale aderiscono numerosi tra i 40 dipendenti a tempo indeterminato e i 30 precari che dal 2019 vengono assunti di volta in volta con contratto annuale. Proprio questi ultimi e il loro stato di precarietà riguarda la protesta del sindacato, dopo che periodicamente la stabilizzazione dei lavoratori viene data per certa eppure slitta di volta in volta tempi migliori. «Chiediamo che i trenta dipendenti a tempo determinato vengano assunti stabilmente – dice Muravera, che ben conosce la situazione della società in house della Provincia (è in distacco sindacale proprio dalla Nugoro Spa) –. Il loro lavoro risulta fondamentale per esempio per il settore della manutenzione stradale, e dunque la loro stabilizzazione è necessaria, anche perché l’organico dei dipendenti a tempo indeterminato cala sensibilmente di anno in anno per via dei pensionamenti. Non vorremmo che all’orizzonte si stesse profilando un’ulteriore esternalizzazione dei servizi, come accade da tempo con la manutenzione degli impianti di riscaldamento delle scuole della provincia, affidate alla società Engie, ex Cofely (la società al centro del discusso caso del project financing dell’Assl di Nuoro, ndr)». Un controsenso per una società nata per gestire in mani totalmente pubbliche un settore delicato come le manutenzioni.

Ma la Cgil contesta anche l’attuale gestione della società, dove da alcuni mesi è amministratore delegato il sardista Antonello Basolu. «Ogni tentativo di relazionarsi con l’amministratore e il Cda è risultato inutile», dice Muravera, che lamenta anche il mancato pagamento delle quattordicesime ai dipendenti: «Il nostro timore è che in futuro possano esserci ritardi nell’erogazione degli stipendi e in generale esprimiamo preoccupazione sulla tenuta finanziaria della società». Altro aspetto riguarda la sicurezza dei lavoratori. «Il ruolo di responsabile tecnico della società, e come tale anche della sicurezza dei lavoratori, sino a pochi mesi fa era ricoperto da un ingegnere di provata esperienza, che però ha lasciato l’azienda». A sostituirlo è stato chiamato il responsabile di una squadra di appena due operai, come risulta dalla pianta organica del 2020: «Abbiamo avanzato dubbi su questo cambiamento, viste le responsabilità in capo a questa figura, a cominciare dal rispetto delle norme per prevenire gli infortuni sul lavoro», dice Muravera che ha chiesto formalmente alla società in base a quale profilo professionale o formativo sia stato scelto il nuovo responsabile. (p.me.)

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