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Nordio, la versione beneducata dell'odiatore fascio-leghista – Il Riformista

Parole miti, ma messaggi orribili

Iuri Maria Prado — 15 Novembre 2022

Nordio, la versione beneducata dell’odiatore fascio-leghista

Il governo ha il diritto di fare ciò che crede a contrasto dell’immigrazione clandestina, che è clandestina perché una legge la fa tale. Ma, accanto a quel diritto, il governo ha il dovere di non disinteressarsi delle accuse che ad esso rivolge chi sostiene che nell’apprestare le proprie misure di respingimento questo esecutivo, come altri che l’hanno preceduto, stia in molti casi andando contro la legge. Bisognerebbe, come si dice, rispondere nel merito: e il governo non lo sta facendo.

Ma un altro tratto dell’azione governativa lascia quanto meno perplessi. Ed è il carattere intollerabilmente propagandistico che assumono spesso le dichiarazioni dei plenipotenziari di centrodestra. Su quelle del ministro Salvini è salutare non dir nulla, non perché siano giustificabili ma perché non ci si può attendere qualcosa di diverso da un tipo che agita il rosario a tutela dei sacri confini della patria mentre uomini donne e bambini muoiono di sete e di fame davanti ai porti chiusi. Su quelle di altri è invece doveroso puntare un po’ di attenzione perché, sia pur meno truculente, condividono tuttavia la medesima portata rappresentativa: nell’idea, propugnata per esempio dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, secondo cui si tratterebbe di “mandare a tutti il messaggio” che ormai in Italia c’è un nuovo corso.

Il ministro, persona di buone coltivazioni liberali, comprenderà che in democrazia non si fanno leggi né si assumono provvedimenti di governo per “mandare messaggi”, ma per regolare la vita delle persone e delle istituzioni. E comprenderà che un’azione di governo sostenuta da una messaggistica di questo tipo rischia di essere la copia solo più beneducata, ma altrettanto populista, del proclama sulla fine della pacchia: una cosa con qualche problema di presentabilità quando si discute di ordinarie beghe comunitarie, ma semplicemente disgustosa quando – perché di questo si tratta – quella retorica da comizio è adoperata mentre si recupera il cadavere di un bambino di venti giorni. Il ministro Nordio dice che i migranti raccolti dalle Ong dovrebbero essere riportati negli Stati di bandiera delle imbarcazioni: “magari”, spiega, “dopo i primi soccorsi urgenti”.

Non so se è chiaro: “magari”. Non si sa se gli sia sfuggito di bocca, e lo dico con tutto il rispetto che porto alla sua persona, ma l’uso di quella parola denuncia pienamente il problema che si fa finta di poter trascurare, e cioè che qui occorre innanzitutto assumere e rispettare l’impegno di salvare questa gente. Ripeto, innanzitutto, cioè prima: perché se non si fa prima questo, se prima non si opera per salvarla dalla morte, se lo si fa “magari”, questa gente muore come continua a morire. Poi facciano tutti i decreti che vogliono, mandino tutti i messaggi che vogliono: ma dopo. Prima dichiarino che è prioritario obbligo salvare queste persone: e lo facciano. Altrimenti avremo il diritto di ritenere che il “messaggio” è che chi prova a venire in Italia muore.

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