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Neurochirurgia, nuovo primato

NUORO. La prima vertebra estensibile in carbonio è stata impiantata in Sardegna all’ospedale San Francesco di Nuoro e consentirà ad un paziente oncologico di sottoporsi ai trattamenti radioterapici con precisione millimetrica. Il delicato intervento, importante traguardo per la chirurgia isolana, è stata eseguita tre settimane fa in una delle sale operatorie dall’ospedale nuorese dove, grazie alle moderne tecniche di neuronavigazione e al monitoraggio fisiologico intraoperatorio, oramai, si riesce a “bruciare” i tumori del sistema nervoso e del rachide in maniera sempre più efficace. «Per la prima volta nell’isola, abbiamo utilizzato una vertebra in carbonio, materiale che ha la stessa resistenza del titanio ma non causa false immagini, i cosiddetti artefatti, che possono condizionare in senso negativo l’irraggiamento e quindi la precisione del trattamento radioterapico» osserva il chirurgo Maurizio Paulis, a capo dell’unità operativa di Neurochirurgia del presidio ospedaliero nuorese.

La delicata procedura si è svolta in due fasi. In prima battuta l’uomo, arrivato oltre un mese fa al San Francesco con una frattura ad una vertebra provocata da un tumore, è stato operato d’urgenza, non senza un’attenta valutazione con i radioterapisti che ha portato alla decisione di utilizzare, nella fase successiva, delle protesi vertebrali in carbonio. Dopo la decompressione del canale midollare e la stabilizzazione della colonna vertebrale che ha consentito di ridurre il grave deficit neurologico causato dalla frattura vertebrale, i neurochirurghi e i chirurghi vascolari guidati dal collega di Paulis, Gianfranco Fadda, direttore di Chirurgia vascolare, sono intervenuti una seconda volta. All’incirca tre settima fa, a distanza di una quindicina di giorni dal primo intervento, le equipe sono rientrate in sala operatoria e hanno posizionato il paziente di fianco, quello che in gergo specialistico viene definito “approccio anterolaterale per via retro peritoneale”, e proceduto all’impianto della protesi.

«L’operazione – sottolinea a questo riguardo il dottor Paulis – è durata all’incirca quattro ore: abbiamo asportato completamente la terza vertebra lombare e l’abbiamo sostituita con quella estensibile in carbonio». Il tutto è avvenuto sotto il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio viene eseguita da un tecnico di neurofisiologia e, grazie al posizionamento di elettrodi, consente di verificare e preservare la funzionalità dei nervi periferici e del midollo, secondo una procedura già rodata in precedenza dagli specialisti di Neurochirurgia che, in un altro delicato intervento hanno impiantate delle vertebre in titanio ad una paziente oncologica con una procedura che attualmente viene eseguita in centri di eccellenza nazionali. Affidato alle cure dei rianimatori coordinati da Peppino Paffi, l’uomo è rimasto in coma indotto per 24 ore. Grazie a queste condizioni create artificialmente, nel decorso post operatorio si sono evitati sbalzi di pressione e altri problemi cardiocircolatori e ventilatori che rischiano di vanificare la riuscita della procedura chirurgia. Il paziente è stato dimesso qualche giorno fa e ora potrà sottoporsi all’irradiamento che, proprio in virtù delle caratteristiche del carbonio, potrà essere tanto preciso da preservare al massimo i tessuti sani circostanti.

Operazione dopo operazione, a Nuoro si sta costruendo una realtà in grado di trattare globalmente tutta la patologia oncologica spinale, un riferimento di rilievo che eviterà alle persone affette da queste patologie faticosi spostamenti alla volta di altri poli sanitari ugualmente specializzati.

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