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Nel 2035 in Italia ci saranno 2,5 milioni di persone in meno rispetto al 2020. Nel 2050 -10,5 milioni

Il riflesso di questo andamento è il tasso di natalità, che in Italia è pari a 6,8 nati per mille abitanti, il valore più basso nell’intera Unione Europea.

di Redazione Blitz

Pubblicato il 24 Novembre 2022 – 20:00
Nel 2035 in Italia ci saranno 2,5 milioni di persone in meno rispetto al 2020. Nel 2050 -10,5 milioni

Nel 2035 in Italia ci saranno 2,5 milioni di persone in meno rispetto al 2020. Nel 2050 -10,5 milioni (foto Ansa)

Nel 2035 in Italia ci saranno 2,5 milioni di persone in meno rispetto al 2020. Nel 2050 lo scenario peggiore prevede un calo della popolazione di 10,5 milioni nel nostro Paese. Lo sottolinea il rapporto “Welfare, Italia”, promosso da Unipol e Ambrosetti. Nel 2021, per la prima volta, il numero di nati è sceso sotto la soglia dei 400mila (attestandosi a 399mila), contribuendo a un saldo negativo di 214mila persone. Già nel 2020, soprattutto a causa della pandemia da Covid, si era registrato un saldo naturale negativo di 335mila persone, il peggiore dal 1918 (anno dell’epidemia di spagnola).

In Italia il tasso di natalità più basso dell’Unione Europea

Il riflesso di questo andamento è il tasso di natalità, che in Italia è pari a 6,8 nati per mille abitanti, il valore più basso nell’intera Unione Europea, con un gap di 2,3 nati dalla media europea (9,1 nati) e di 4,8 dal Paese best performer (l’Irlanda, con 11,6). Di conseguenza, l’Italia registra il tasso di dipendenza degli anziani più alto nell’Ue (40,1 over-65 per 100 persone nella fascia 20-64 anni), dietro solo alla Finlandia (40,3%) e con un valore superiore alla media europea (35,4%) di 4,7 punti percentuali.

Le parole del ministro Roccella

“Vorrei fare un piano strategico per la natalità coinvolgendo la Sanità, il Lavoro e gli altri ministeri che di volta in volta saranno toccati”. Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Per Roccella, le deleghe che le sono affidate “sono molto collegate, vorrei che il ministero avesse un ruolo di stimolo e di coordinamento degli altri ministeri, per mettere al centro ‘l’inferno demografico’, visto che questo non è più un ‘inverno’ demografico, e che sono gli ultimi anni in cui si può fare qualcosa”.

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