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Monserrato: “Basta sussidi, si punti sulla formazione” – Casteddu On line

L’appello viene lanciato da Tiziana Mori, ricercatrice e giurista, con una esperienza triennale come assessore alle Poltiche sociali, Lavoro e Ufficio Europa al Comune di Monserrato di cui due, durante l’emergenza Covid-19, che continua a ricevere richieste di aiuto e fornire suggerimenti a chi si trova in precarie condizioni economiche.

La pandemia di CoVid-19 ha seriamente sconvolto l’industria globale e le catene di approvvigionamento, in particolare la fornitura di beni.

I recenti dati ISTAT ci dicono che ad ottobre 2022 l’inflazione ha raggiunto il +11,9% su base annua. 

Per trovare un livello superiore bisogna arrivare addirittura al lontano 1983.

“Andando direttamente sul sito Istat, con riferimento specifico ai prezzi al consumo dei beni alimentari in Italia, si notano degli incrementi mensili  nel 2022 dai quali si ricava una spesa media di +384 euro in più per ogni famiglia italiana, a partire dal mese di gennaio. Quali soluzioni?”. 

Ed è qui che Tiziana Mori si addentra nello specifico, sottolineando che la soluzione “non può continuare ad essere solo e soltanto quella passiva cioè di erogazione di sussidi e contributi una tantum, e ciò vale sia per chi non lavora che per chi lavora, dato che i salari, già molto bassi, con l’inflazione alle stelle, diventeranno ancora più poveri in termini reali”. 

“Tra l’altro – prosegue Tiziana Mori – “gli ammortizzatori sociali e il ricorso alla CIG, sono estremamente costosi in termini di spesa pubblica e anche insufficienti”. 

Ed ecco la proposta. 

“Credo che sia fondamentale superare l’assistenzialismo cronico che è stato acuito dalla pandemia Covid-19 perché, riportando la mia esperienza triennale in assessorato, i cittadini mi hanno sempre detto che volevano lavorare, non vivere di sussidi essendo in grado di guadagnarsi i soldi per vivere diversamente.

Il punto è che in Italia i Comuni hanno le mani legate perché si occupano di Poltiche passive, la Regione di Poltiche attive, ma il problema mica si risolve promettendo indiscriminatamente lavoro a tutti.

Anche perché il mondo del lavoro è cambiato tanto e ora ci sono nuove professionalità che però richiedono formazione, non improvvisazione”.

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