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Messina, Siracusano a StrettoWeb: “basta malapolitica, la Sicilia è uno scrigno di risorse ed opportunità”

Messina, Siracusano a StrettoWeb: “credo che sia importante metterci la faccia, specie nei momenti più complicati”

Domenico Siracusano, candidato alle elezioni regionali in Sicilia nella lista “Cento Passi”, è un operatore sociale, educatore e project manager nelle organizzazioni del Terzo Settore, per la promozione dei diritti umani, della pace e nel movimento antimafia, secondo la metodologia nonviolenta e antiautoritaria di Don Milani e Danilo Dolci. Fin da giovanissimo è stato impegnato in politica con ruoli nelle istituzioni e di direzione nei Democratici di Sinistra, nel PD e dal 2017 in Articolo Uno e nei Cento Passi. Ai microfoni di StrettoWeb, Siracusano ci ha illustrato la propria posizione sulle priorità della Sicilia, sul caro bollette e sul Ponte sullo Stretto.

Cosa l’ha convinta a scendere in campo in questa tornata elettorale?

“Credo che sia importante metterci la faccia, specie nei momenti più complicati. In questi anni ho svolto un lavoro di costruzione e di aggregazione nella sinistra diffusa e nel campo progressista: la mia candidatura è anche l’esito di questo percorso. Serve dare rappresentanza al mondo del lavoro anzi dei lavori, alle questioni legate all’ambiente, alle battaglie contro le diseguagliante sociali e a favore dei diritti per tutte e per tutti. Esserci significa dare voce a chi è inascoltato, esserci significa fare argine rispetto al degrado della politica, esserci significa il proprio contributo perché, come sancito dall’art. 3 della Costituzione, si riducano i divari e le distanze”.

Quali sono le prospettive e le priorità della Sicilia?

“La Sicilia è uno scrigno di risorse ed opportunità che la malapolitica e il malgoverno hanno lasciato colpevolmente chiuso. La Regione si deve finalmente mettere a servizio dello sviluppo del territorio. Serve affrontare definitivamente la questione dei rifiuti, liberando questo ambito da ogni infiltrazione mafiosa, eliminando la logica delle mega discariche private, e chiudendo il ciclo dei rifiuti. Serve un piano dei sanità pubblica che, anche con una forte interlocuzione con il Governo Nazionale ed eventuali deroghe normative, immagini un sistema che renda effettivo il diritto alla salute previsto dalla costituzione. La rete ospedaliera deve tenere conto delle caratteristiche dei territori e delle comunità, a partire dai punti nascita e dagli ospedali dei piccoli e medi comuni, fino alla gestione del 118. L’orografia e il sistema viario pretendono un approccio capillare e non economicistico o peggio legato ad una gestione politica (in senso deteriore) di nomine e organizzazione dei servizi. Le priorità dello sviluppo sono legate invece ad una vera e propria rivoluzione nella fruizione del patrimonio artistico e culturale che, insieme alla qualità dei luoghi (mare e non solo), possono strutturare una moltitudini di “turismi” capaci di creare buona economia e buona occupazione. C’è poi la sfida della transizione ecologica che deve portare nel medio termine alla trasformazione degli insediamenti industriali, da una parte, e alla promozione di fonti energetiche alternative, dall’altra. Serve infine un grande piano di investimenti in welfare per ridurre i divari con le tante “periferie” che caratterizzano il nostro territorio e per promuovere il protagonismo e la creatività giovanile”.

Quali soluzioni propone per il “caro bollette”?

“L’aumento dell’inflazione e dei costi energetici è il problema più sentito dalle persone e dalle imprese. Attendiamo le misure di sostegno del Governo Nazionale e dell’Unione Europea: è del tutto evidente che il prezzo di gas e energie elettrica non può accrescersi in maniera indiscriminata e va sottratto alle incertezze del mercato. Sul medio termine la Regione Sicilia dovrebbe promuovere azioni mirate al potenziamento di fonti alternative – a partire dal solare – che potrebbero che potrebbero mirare all’autonomia energetica”.

Il cittadino perché dovrebbe votare per Lei?

“In prima persona, plurale” è questo lo slogan che accompagna la mia campagna elettorale, ma anche la mia attività politica e sociale. È questo il senso della mia candidatura: votare per me non significa delegare anzi il contrario scegliere di impegnarsi per cambiare in fondo la nostra terra. Non chiedo un voto per me, ma chiedo che ciascuno faccia insieme a me un passo avanti. Troppo spesso, in questi decenni, abbiamo retroceduto. Non possiamo più permettercelo, dobbiamo portare avanti i nostri valori con forza e convinzione. C’è bisogno di più giustizia sociale, c’è bisogno di più libertà individuale e collettiva, c’è bisogno di più coesione. Chi crede in questi valori ha il dovere di esserci e di compiere una scelta conseguente il 25 Settembre”.

Cosa pensa del Ponte sullo Stretto alla luce dell’inserimento dell’opera nel programma del Centro/Destra?

“Io sono convinto che nell’idea di sviluppo sostenibile che abbiamo in mente per Messina e per la Calabria non ci sia spazio per il ponte. Anche se da i dati in mio possesso non esiste ancora un progetto che abbia criteri e caratteristiche tali da essere cantierabile, non è un fatto semplicemente tecnico. Le ampie zone delle due aree dello Stretto che sarebbero destinate al ponte, possono essere invece spazi per uno sviluppo che tenga insieme la crescita con l’ambiente, il progresso con una fruizione di un ecosistema unico. Il mio non è “no” ma un “si” ad un altro tipo di prospettiva. Rispetto al trasporto ferroviario e automobilistico rispetto a cui lo Stretto rappresenterebbe un imbuto credo che un investimento nella innovazione tecnologica di navi e aliscafi possa ridurre al minimo i tempi attraversamento garantendo anche tempi congrui per l’alta velocità, che va detto in Sicilia non esiste”.

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