merenderia,-niente-deroga-il-comune-vuole-le-chiavi

Merenderia, niente deroga Il Comune vuole le chiavi

ALGHERO. Il Comune rivuole le chiavi della Merenderia, nessuna deroga all’associazione “Si Fa Così 2.0”, che l’ha gestita sino allo scorso 14 marzo, data di scadenza della concessione. Si sarebbe dovuto predisporre un nuovo bando per l’affidamento oppure darlo in deroga, ma dagli uffici comunali pare non sia arrivata risposta. «Siamo arrivati a giugno e l’unica cosa che è stata fatta dal Comune è la richiesta di restituzione delle chiavi dopo che noi non abbiamo ricevuto risposta a due Pec inviate a gennaio e marzo prima della scadenza dove chiedevamo un incontro con la stessa amministrazione. Provo rabbia e rammarico – ha detto Francesca Brembilla, portavoce dell’associazione – nessuna risposta. Ignorati completamente e questo è grave perché un’amministrazione comunale deve dare delle risposte sia esse positive o negative. Invece nulla di nulla, assurdo. Tra l’altro tenere una struttura così ancora chiusa è un peccato».

La portavoce dell’associazione “Si Fa Così 2.0” è un fiume in piena e annuncia azioni legali contro l’amministrazione comunale: «Ci siamo rivolti ai nostri legali e stiamo valutando. Una cosa è certa, la nostra associazione, formata da 160 iscritti, attende delle risposte». La Merenderia, realizzata all’interno del parco Gian Marco Manca, è costituita da un piano terra e da un primo piano, per una superficie utile di circa 92 metri quadrati.

L’area verde circostante al fabbricato, delimitata lungo il suo perimetro, è di 3.100 mq, da utilizzare per attività ludiche per bambini e manifestazioni socio-culturali. All’interno del parco anche un campo di pallacanestro tutt’ora frequentato da tantissimi giovani. In tutti questi anni, la Merenderia è stata un punto di riferimento importante per bambini e genitori, non solo, ma anche di appuntamenti culturali di livello. Tra le tante iniziative degne di citazione, quella relativa al primo orto urbano della città, un modo per rigenerare gli spazi pubblici e, allo stesso tempo, stimolare l’attività dei giovani soprattutto quelli con difficoltà d’integrazione e di accesso sociale. «Avremmo dovuto ospitare anche il Day Service – ha proseguito Francesca Brembilla – un progetto pilota che avrebbe dovuto vedere Alghero al centro della collaborazione tra istituzioni scolastiche come università di Sassari, università catalane e l’istituto superiore Fermi per l’attuazione delle attività di contrasto agli effetti della pandemia». Insomma – ha concluso la portavoce dell’associazione – idee e proposte non mancano. Attendiamo risposte dagli uffici comunali».

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *