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Meloni, lite tra Borgonovo e studentessa su La7. “Non tornerà il fascismo, giovane amica”. “Mi chiamo Silvia, non mi piace questa confidenza” – Il Fatto Quotidiano

Botta e risposta a “Piazzapulita” (La7) tra il vicedirettore de La Verità, Francesco e Borgonovo, e Silvia Rigo, studentessa lavoratrice 24enne che la scorsa settimana ha preso parte alle manifestazioni di protesta contro Giorgia Meloni nel suo comizio a Trento.

La giovane spiega le sue ragioni e quelle dei suoi coetanei, stigmatizzando tutti i partiti, incluso il Pd: “Sono andata in piazza perché penso che serva un contro-presidio laddove viene fatta una becera propaganda classista e xenofoba. Io, come tantissimi altri giovani, non mi riconosco nei partiti attualmente candidati alle elezioni, perché hanno una visione che non rappresenta le prospettive della mia generazione. Quindi, non trovando percorsi democratici per esprimere la nostra opinione, andiamo a contestare ai comizi. Non contestiamo solo Meloni, che comunque ha una visione opposta alla mia, ma soprattutto i suoi elettori”.

Silvia Rigo elenca le criticità della politica meloniana, sottolineandone l’ipocrisia e la “moderazione di facciata”, ad esempio sull’aborto, salvo imbarcare elettori estremisti e spesso anziani.

Borgonovo obietta: “Se Meloni vi spaventa, come spaventa alla nostra giovane amica, vi state spaventando un po’ troppo. Parlate di pericolosi estremisti che stanno con Giorgia Meloni, ma allora leggetevi il libro di Giulio Tremonti. Io penso anche che la destra eviterà il più possibile di affrontare i temi etici, perché sono scomodi a tutti i partiti, soprattutto al Pd. Quindi – continua rivolgendosi alla studentessa – non ci sarà il fascismo, né la dittatura. E poi ogni tanto, visto che contestate i politici, un po’ meno di ideologia. Mi permetto di dirlo da non coetaneo”.

Silvia Rigo risponde a tono: “Intanto non sono una tua giovane amica. Mi chiamo Silvia, sono una studentessa lavoratrice e non mi piace essere trattata con questa confidenza. “Giovane amica” è una espressione poco rispettosa. Non temiamo l’arrivo del fascismo, perché viviamo in uno Stato protetto della Costituzione. Le leggi dicono che il fascismo è reato. Per questa ragione Giorgia Meloni si guarda bene dal fare proclami pubblici troppo diretti”._

“Quindi, secondo te segretamente complotta per rifare il fascismo”, replica Borgonovo.

“No – ribatte Silvia Rigo – Perché mi metti in bocca parole che non ho mai detto? Io ti sto dicendo che Meloni usa una retorica sottile per fomentare l’elettorato, stanco e deluso dalla politica”.

Borgonovo devia la discussione spostandola sul tema dell’aborto, puntando il dito contro la RU486 e i suoi danni. Anche su questo argomento la giovane tiene testa al giornalista, che alla fine chiosa: “State tranquilli e serenissimi, non ci sarà il fascismo. Hashtag #statesereni. Non le zanne la Meloni, la vedete, no?”.

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