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Mattia e Brunella dispersi dopo l'alluvione, il papà del bimbo: “Spero di ritrovarlo nascosto da qualche parte” – Il Riformista

Cani molecolari in azione: dopo 96 ore le speranze che siano vivi sono minime

Redazione — 19 Settembre 2022

Mattia e Brunella dispersi dopo l’alluvione, il papà del bimbo: “Spero di ritrovarlo nascosto da qualche parte”

Dopo quasi quattro giorni di ricerche, è stato ritrovato solo lo zainetto che il piccolo Mattia Luconi, 8 anni, usava per andare a scuola. Del bimbo strappato dalle braccia della madre Silvia Mereu dalla furia del fiume Nevola, durante il violento nubifragio che ha sconvolto le marche il 15 settembre scorso, non c’è ancora nessuna traccia. Lo zainetto, riconosciuto dai familiari, è stato trovato nella giornata di domenica 18 settembre a circa 8 chilometri di distanza dal punto in cui il piccolo Mattia era stato travolto dall’acqua, insieme alla mamma, lungo la strada tra Ripalta di Arcevia e Castelleone di Suasa, nella provincia di Ancona.

I soccorritori stanno aumentando la presenza di escavatori per accelerare la rimozione degli enormi mucchi di vegetazione varia, tra cui anche interi alberi e tronchi, che sono stati trasportati nella zona tra il ponte adiacente alla Corinaldese e l’azienda agricola Patti Vanocci, in territorio di Castelleone di Suasa (Ancona), nei cui terreni era stata trovata l’auto Mercedes Classe A su cui viaggiavano Silvia e il figlio Mattia, travolti dalla furia del fiume nella serata del 15 settembre.

La donna, che lavora come farmacista nel piccolo comune di Barbara, era stata recuperata viva in quella zona e adesso è ricoverata all’ospedale di Senigallia. Di Matti dopo quasi 96 ore non c’è nessuna traccia. Una delle ipotesi è che la corrente impazzita del fiume possa aver trasportato per diversi chilometri anche il piccolo Mattia.

Le ricerche sono condotte dai vigili del fuoco che stanno utilizzando anche unità cinofile per setacciare l’area. Ai cani è stato fatto fiutare anche lo zainetto di Mattia ritrovato nelle scorse ore a ben otto chilometri di distanza rispetto a dove è stata travolta l’auto che guidava la mamma. Mattina la sera del 15 settembre non indossava lo zainetto che si trovava in auto.

“Il ritrovamento dello zaino di Mattia? Una stilettata, un fulmine a ciel sereno”. Sono le parole di Tiziano Luconi, padre del bimbo di otto anni. L’uomo continua a nutrire speranze di ritrovare vivo il figlioletto. “La speranza non la lascio mai, anche oggi anche se il tempo non è dei migliori, spero di ritrovarlo magari svenuto, nascosto perché si è impaurito ed è fuggito da qualche parte, io continuerò sempre, tornerò in quell’inferno ma lo trovo vivo”.

Oltre al piccolo Mattia, risulta dispersa da quasi quattro giorni anche Brunella Chiù, 56enne di Barbara trascinata dal fiume Nevola mentre lasciava la casa in auto con la figlia Noemi Bartolucci, la 17enne ritrovata morta, e l’altro figlio Simone che è riuscito a salvarsi aggrappandosi a una pianta.

Le vittime accertate restano undici, tra Pianello di Ostra, Senigallia, Barbara, Trecastelli, Serra de’ Conti, Rosora. Previsto per oggi il sopralluogo del Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio alle zone più colpite. Partirà dalla provincia di Pesaro (Cantiano, Serra Sant’Abbondio, Frontone, Pergola), per poi passare in quella di Ancona. Nel pomeriggio Curcio dovrebbe partecipare ad una riunione presso il Centro Coordinamento Soccorsi (Ccs) presso la Protezione civile regionale delle Marche. Una cinquantina i feriti, circa 150 gli sfollati, i danni restano incalcolabili.

Procede intanto l’inchiesta della Procura di Ancona tra verifiche, ispezioni aeree, acquisizioni e prime audizioni informali dei testimoni. L’associazione Conofluenze, ambientalisti, lo scorso 28 marzo aveva segnalato alla Regione una strozzatura naturale del corso d’acqua a Borgo Bicchia. La zona era stata tra le più colpite anche dall’alluvione del 2014. I comuni della zona avevano firmato nel 2015 il “Contratto di fiume” per i territori del bacino idrografico del Misa e del Nevola, siglato tra sindaci, Regione, Consorzio di bonifica, associazioni ambientaliste e altri enti.

L’alluvione ha causato “una devastazione che ha colpito soprattutto le infrastrutture, alcune già fragili, e ovviamente i collegamenti con gli altri paesi, gli acquedotti, le fogne”. Queste le parole di Fabrizio Curcio parlando con i giornalisti dopo aver incontrato il sindaco di Barbara, Riccardo Pasqualini. Per il capo del dipartimento nazionale della protezione civile, “tutto quello che riguarda le infrastrutture è sicuramente un tema cruciale che va affrontato”.

Redazione

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