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Le pagelle azzurre: super Chiesa e Pessina, grande il ct Mancini

DONNARUMMA 6.5: un cross teso di Arnautovic subito dopo il fischio lo avvisa, non sarà un’altra serata inoperosa. È invece una partita di luci e ombre. Esce sicuro sui cross per il centravanti austriaco e dà serenità alla difesa. Sulla punizione di Alaba, guarda il pallone sfiorare l’incrocio e pare comunque tagliato fuori, e sbaglia l’uscita sul gol di Arnautovic poi annullato. Ma è importante la sua parata su Gregoric a inizio secondo tempo supplementare

DI LORENZO 6.5: bloccato dietro da Alaba, la sua è una partita di grande sacrificio, con una sola sbavatura sulla rete di Arnautovic poi annullata. In pratica la posizione sposta quasi la difesa su una linea a tre; ma fa argine, è preciso nelle chiusure, e dà supporto alla costruzione dal basso dalla destra. Pericoloso di testa su angolo, nel finale di primo tempo

BONUCCI 6.5 : si alterna con Acerbi su Arnautovic, e un paio di volte va in difficoltà a contenerne la progressione sulle ripartenze austriache. Rimedia con il mestiere, al momento la sua miglior dote insieme al colpo di testa su angolo, nel quale si esibisce in apertura ripresa

ACERBI 7: fisico su Arnautovic, va in difficoltà una volta nel primo tempo consentendogli lo slalom fino al limite dell’area. Ma è uno dei pochi azzurri a rispondere con intensità a intensità.

SPINAZZOLA 7: è per tutta la partita, anche quando è stanco, l’azzurro più pericoloso. Finchè ne ha, una freccia che Lainer non riesce a intercettare, quando capisce di non poter più spingere intelligente nelle diagonali e illuminante nei cambi gioco, come i due dai quali nascono altrettante reti azzurre. Per quella di Chiesa, da fascia a fascia il suo lancio è un vero e proprio assist.

VERRATTI 5: ingabbiato dalla fitta rete di centrocampo austriaca, fatica a girarsi nella maniera giusta. Forse per questo l’errore è tener troppo il pallone tra i piedi, tranne poi sprecare per imprecisione lì dove si aprono linee di passaggio.

Dal 22′ st LOCATELLI 6: entra e si crea subito lo spazio per il tiro. Dà però poco dinamismo e poco fosforo

JORGINHO 6: Baumgartner o Sabitzer a turno escono per pressarlo e impedirgli di ragionare, lui rispetto al compagno-regista di centrocampo ha qualità di piede e di testa per velocizzare con la giocata di prima. Molto di più, non gli si può chiedere

BARELLA 5: subito toccato duro dall’onnipresente Arnautovic, ne risente e zoppica una buona ventina di minuti prima di superare dolore e blocco. Poi cresce in dinamismo, fatta salva la precisione del passaggio che non va chiesta a lui. Perfetto nell’esterno a giro che Bachmann toglie dalla porta austriaca di piede.

Dal 23′ st PESSINA 7.5: rischia di provocare il rigore su Laimer, salvato ancora una volta dalla Var, poi mette il timbro finale col 2-0 che chiude la partita

BERARDI 5: sparisce dal campo per tutto il primo tempo, isolato sulla linea o troppo stretto tra Alaba e Grillitsc quando entra nel campo. La prima palla pericolosa al centro la mette a inizio ripresa, la sua partita finisce con una girata al volo da dimenticare.

Dal 37′ st CHIESA 7.5: riesce meglio a sfruttare i pochi spazi, come quando va al tiro a inizio ripresa. Il suo gol è merito del cambio gioco di Spinazzola, ma lui è bravo a controllare e recuperare il rimpallo per il collo pieno che fa esplodere la panchina azzurra

IMMOBILE 6: anche per lui sofferenza negli spazi stretti. Sbaglia troppi stop in avvio, così capisce che è meglio girare a largo per trovarsi palloni e spazi giusti. Come quando alla mezzora scocca il destro che si stampa sul palo. Poi quando l’Austria schiaccia l’ Italia nel secondo tempo soffre lì davanti, solo, fino al cambio.

Dal 37′ st BELOTTI 6 : lotta nel traffico, mettendoci il fisico per far salire la squadra.

INSIGNE 5.5 : ha sempre un tocco in più, e questo favorisce la doppia marcatura austriaca. Le cose migliori prova a farle aprendo il gioco sul versante opposto al suo, il sinistro, ma è pretenzioso due volte al tiro. E soprattutto poco illuminante, come quando spreca il contropiede tarando male il passaggio al centro per Berardi invece di stringere e puntare la porta. Di bello, solo la punizione finale parata all’incrocio.

Dal 3′ sts CRISTANTE sv.

CT MANCINI 7: Alla prima partita ad eliminazione diretta dell’europeo avverte subito che le cose sono un pò diverse dalle notti magiche romane. Gli austriaci sono avversario difficilissimo da affrontare e – come da tradizione storica – trasformano la gara in una lunga e dolorosa guerra di trincea. La bravura del ct azzurro è nel capire che nel secondo tempo, con le cose messe davvero male per l’ Italia, serve un ribaltone al centro del campo: gli innesti, in particolare quelli di Chiesa e Pessina, lo premiano con una vittoria che porta all’elitè dell’Europa. Da domani però dovrà studiare le soluzioni per la sfida di venerdì a Monaco contro Belgio o Portogallo, perchè il girone eliminatorio giocato sul velluto evidentemente ha un pò fuorviato ambiente e squadra. (ANSA).

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