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La memoria di Buddusò in una biblioteca-museo

BUDDUSÒ. Ci sono voluti anni di lavoro per riallacciare il filo della memoria. Un pezzo dopo l’altro: i libri, la musica, i vestiti, gli arredi di casa, gli strumenti di lavoro nella campagna. Un puzzle straordinario che alla fine diventa realtà dando vita a uno di quei santuari dove si celebra la “cultura del ricordo”, che poi è il più grande tesoro custodito nei paesi dove batte forte il cuore della tradizione popolare. Tutto questo accade a Buddusò, dove nei giorni scorsi è stato inaugurato il Centro di istituzioni bibliografiche intitolato a Ivana Marroni, giovanissima dottoressa in leggi tragicamente scomparsa qualche anno fa. La memoria, appunto che vive e alimenta il senso della comunità. Il centro di documentazione, nel centralissimo corso Vittorio Emanuele, è una iniziativa assolutamente privata che si deve al lavoro paziente e appassionato di Antonietta Marroni, una prima vita da bibliotecaria e ora una seconda da curatrice del patrimonio culturale custodito nella nuova istituzione culturale del paese, rigorosamente privata ma sempre aperta alla fruizione di tutti. «Avevo un sogno – ha raccontato con emozione la curatrice – l’avevo coltivato per tanto tempo e ora è stato finalmente realizzato».

L’inaugurazione del centro è stata una grande festa per Buddusò, con la partecipazione di tantissime persone, arrivate anche da Olbia e dai paesi vicini, e con il patrocinio della Regione (presente l’assessore alla Cultura Andrea Biancareddu, tempiese, e presente il consigliere regionale Giovanni Satta, buddusoino doc, già sindaco del paese). Un segno di vicinanza che gli amministratori regionali hanno evidenziato partecipando anche alla presentazione dei primi due libri di preghiere della raccolta “A sa manera de deus…A sa manera nostra”, cioè “Sas pregadorias nostranas” e “Sas pregadorias anzenas”. Alla presentazione, tenuta all’hotel La Madonnina, insieme agli amministratori regionali hanno partecipato anche i parroci di Buddusò, don Angelo Malduca, e della chiesa della Salette di Olbia, don Gianni Sini, testimoni del profondo legame che a Buddusò lega la cultura, la tradizione popolare e la religiosità .

La sede del Centro bibliografico è un piccolo gioiello tutto da scoprire, sala dopo sala. Due piani sono dedicati alla biblioteca che raccoglie ben 3700 volumi, la maggior parte dei quali dedicati alla Sardegna. Una raccolta preziosa arricchita da pezzi di assoluto valore come una serie di libri risalenti al 1850 e un’altra dei primi del Novecento. Tutti volumi raccolti e catalogati con passione dalla stessa Antonietta Marroni, spesso frutto di donazioni generose da parte di privati che hanno così testimoniato la voglia di partecipare all’iniziativa.

Il viaggio emozionante alla scoperta del Centro di istituzioni bibliografiche private Ivana Marroni continua con il museo etnografico con sale dedicate alle memorie di vita quotidiana nel paese, soprattutto il lavoro in campagna con gli strumenti per la produzione del formaggio. Quindi una sala della musica, spazio franco per tutti gli appassionati. Insomma, in ogni sala un servizio sempre utile per la comunità. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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