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La disfida del Porticciolo Porcu replica e rilancia

ORISTANO. La telenovela sulla proprietà del porto turistico di Oristano si arricchisce ogni giorno di nuovi elementi. Dopo la nota dell’avvocato del Comune che aveva ammonito Costantino Porcu a non proseguire nella sua intenzione di opporsi alla vendita delle quote comunali a Tharros Yachting, arriva la replica non diplomatica del presidente contestato di Marine.

«Ma il Comune che c’entra?» esordisce Costantino Porcu, quando gli si chiede se intende replicare alla nota. «Il Comune ha venduto, anzi, ha venduto due volte la sua partecipazione nelle Marine – rincara la dose – come mai si è buttato di nuovo nella mischia?». Lo scontro è aperto, a un angolo c’è il Circolo Nautico e all’altro la Tharros Yachting. Il Comune, però, non è estraneo: le quote contese fra le due società, l’86 per cento del pacchetto Marine, erano sue sino all’estate 2019. Quando furono oggetto di due distinte, e contrastanti, procedure di vendita: da un lato le stesse Marine, presiedute da Porcu, le liquidarono per 21 mila euro al Circolo; dall’altro il Comune le vendette tramite asta pubblica alla Tharros Yachting, per 206 mila euro.

Dopo un lungo silenzio sul tema, il Comune ha preso parola con una nota firmata dall’avvocato Carlo Ibba, secondo cui a seguito alla cancellazione dal registro delle imprese dell’atto fra Marine e Circolo disposta dal tribunale il 29 marzo e all’iscrizione nel medesimo registro del nuovo cda presieduto da Gianni Salis e nominato dalla Tharros, Porcu e il suo cda (nominato nel 2019 in rappresentanza del Circolo Nautico) sono decaduti. Non solo, ha anche avvisato Porcu che l’ostruzionismo nei confronti degli atti adottati dal nuovo cda, lo esporrebbe al rischio di azioni risarcitorie. «Non rischiamo proprio nulla» replica Porcu, senza aggiungere altro. «Nei prossimi giorni si riunirà il cda per valutare il titolo di socio della Tharros Yachting». Il riferimento, ovviamente, è al consiglio d’amministrazione da lui presieduto. Anche l’altro, quello presieduto da Gianni Salis, si insedierà nei prossimi giorni. «Il professor Ibba – prosegue Porcu – dice che le mie affermazioni non hanno riscontro nella realtà giuridica e fattuale. Dal punto di vista giuridico, l’articolo 2470 del codice civile è chiaro: il trasferimento delle partecipazioni ha effetto davanti alla società dal momento del deposito al registro delle imprese, e l’atto fra Circolo e Marine è stato depositato prima di quello fra Comune e Tharros». Quell’atto, però, è stato cancellato, fanno notare le controparti: «Il codice parla solo di deposito, non di cancellazione. La realtà fattuale, poi, è ancora più chiara: il Circolo ha acquistato e depositato per prima, questo è un fatto e non lo si può cancellare». Porcu non demorde, insomma, e insieme agli altri consiglieri sta spulciando i documenti trasmessi dal Comune nei giorni scorsi, dopo l’accesso agli atti del Circolo Nautico. «Le Marine – conclude – in trent’anni non hanno fatto un solo centesimo di utile. Noi in tre anni abbiamo fatto 100 mila euro di utili, ricostituendo il capitale sociale che era andato perduto».

Davide Pinna

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