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La camera delle torture russa a Balakliya: “Sul muro il Padre nostro inciso dai prigionieri ucraini”

La camera delle torture russa a Balakliya:

La camera delle torture russa a Balakliya: “Sul muro il Padre nostro inciso dai prigionieri ucraini” (foto Ansa)

“Una camera della tortura russa a Balakliya liberata”, nella regione di Kharkiv. “Il Padre Nostro è stato inciso sul muro dai prigionieri ucraini. La Russia deve essere ritenuta responsabile per questo lampante genocidio”. Lo ha scritto su Twitter il ministero della Difesa di Kiev, pubblicando un’immagine della stanza cui fa riferimento.

Le parole di Ursula von der Leyen

Il sostegno dell’Ue a Kiev è incrollabile e Vladimir Putin fallirà”. Vestendo un completo con i colori della bandiera dell’Ucraina e con la first lady Olena Zelenskla al suo fianco, Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione non poteva che partire dall’evento che ha sconvolto l’Europa. Una guerra mossa da Mosca “contro l’energia, l’economia, i valori dell’Unione”, ha scandito la presidente della Commissione alla Plenaria del Parlamento dell’Ue, rilanciando con determinazione l’azione di Bruxelles contro la Russia.

E, proprio a Kiev, von der Leyen arriverà giovedì, al termine di un lungo viaggio in treno assieme alla moglie di Volodymyr Zelensky, al quale comunicherà l’intenzione di dare accesso all’Ucraina al mercato unico europeo. Il discorso sullo Stato dell’Unione del 2021 era stato quello di un continente che si preparava, a fatica, ad uscire dalla crisi del Covid. Il quadro, in pochi mesi, è stato rivoluzionato. L’Ue si avvia ad un lungo inverno di sacrifici energetici di fronte al quale la presidente della Commissione è tornata ha chiedere “unità” e “solidarietà”.

La stessa mostrata da Magdalena e Agnieszka, due giovani polacche che nelle battute iniziali della guerra hanno messo su una squadra di tremila volontari. Anche loro erano presenti in Aula a Strasburgo, in un intervento che von der Leyen ha scenograficamente curato in ogni dettaglio. Assicurando a tutti, dagli europei più dubbiosi al Cremlino fino agli alleati americani, che “le sanzioni contro Mosca resteranno”. Nonostante la controffensiva militare ucraina “è il momento di mostrare determinazione, non acquiescenza”. 

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