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In Gallura le 14 guardie turistiche restano chiuse: non ci sono medici 

OLBIA. Se la sanità è uno dei requisiti ai quali guardano i turisti quando scelgono i luoghi dove andare in vacanza, nella costa nordorientale della Sardegna c’è poco da essere allegri. Né saranno felici al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II, dove rischiano di ritrovarsi sommersi da una valanga di codici bianchi, dalle ginocchia sbucciate alle punture di insetti, a qualunque piccolo inconveniente che richieda la verifica di un medico.

Non ci sono guardie mediche turistiche, quest’anno. Tutte chiuse. Nessuno dei quattordici ambulatori in funzione fino a due anni fa nelle località costiere del territorio dell’Assl gallurese è stato aperto.

Servirebbero un centinaio di medici, ma tra i pochi che avevano dato la disponibilità rispondendo al bando per il reclutamento, solo due ne hanno accettato l’incarico.

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