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«Il porta a porta grande conquista l’inciviltà una piaga»

ARZACHENA. Travolta dalle critiche per la gestione della raccolta dei rifiuti, l’amministrazione replica alle accuse del consigliere di minoranza, Alessandro Malu. L’esponente di Nuova Arzachena aveva criticato la decisione della giunta Ragnedda di eliminare alcune isole ecologiche nei borghi passando al porta a porta pura, situazione che ha generato diversi disservizi, con l’accumulo di sacchetti un po’ ovunque. Malu aveva anche criticato i tempi per la chiusura della provinciale a causa dei lavori. «Con grande impegno abbiamo integrato e migliorato un capitolato di appalto inadeguato – spiega il delegato all’Ambiente, Michele Occhioni –. Il tanto contestato servizio porta a porta, esteso in diverse zone del territorio, ha consentito di raggiungere il livello record di differenziata dell’81%, oltre a far emergere situazioni irregolari. Oggi sono aumentate le iscrizioni volontarie e coattive al ruolo Tari di utenti che, finora, conferivano abusivamente i rifiuti in modo incontrollato nei cassonetti o per strada. È grave giustificare i comportamenti irresponsabili di chi trasgredisce le basilari e civili regole del conferimento. Il consigliere Malu dovrebbe conoscere anche altri aspetti relativi al complesso ciclo di raccolta dei rifiuti che, quest’anno, soffre di una ulteriore problema: lunghe attese di operatori e camion alla discarica di Spiritu Santu per il trasbordo del carico, connessi al taglio delle quantità conferibili e alle sospensioni dei servizi che, giocoforza, provocano quotidianamente ritardi su tutta la filiera del ritiro. Senza dimenticare il fenomeno inaccettabile del mancato rispetto del calendario di singoli e grandi utenti, o dell’abbandono dei rifiuti a terra nelle isole ecologiche mentre i cassonetti restano vuoti».

L’assessore ai Lavori pubblici, Fabio Fresi, chiarisce l’urgenza del cantiere sulla statale 125. «Lavori attesi da decenni – spiega –. Stupisce che il consigliere Malu non conosca le motivazioni alla base dell’inizio dei lavori in primavera: ossia l’impossibilità di realizzarli in altri periodi dell’anno, visto l’alto rischio idraulico e idrogeologico che interessa la zona di Lu Mulinu, oltre al pericolo di perdere un’importante opportunità per la nostra città. Posticipare gli interventi, inoltre, avrebbe messo a rischio la sicurezza degli automobilisti su un tratto stradale già compromesso. Malu si assume la responsabilità di non intervenire dinanzi a certificazioni tecniche di pericolosità dei due ponti? In altre parti della Sardegna e della Gallura vediamo strade chiuse da anni e lavori bloccati. Non credo sia questo ciò che il consigliere desidera per Arzachena. Basti pensare alla sorte della strada di Monte Pino, a Olbia. Invito il consigliere a visitare il cantiere sulla strada statale 125, ma anche gli altri del progetto di sistemazione viaria che vede realizzati essenziali interventi nel centro urbano, come in viale Aldo Moro, abbandonata da trent’anni, e nelle frazioni».

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