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«Il molo a Mare Morto non va realizzato»

CABRAS. Nella polemica tra Adina e Comune sulla costruzione di uno scivolo a mare a Mare Morto, intervengono gli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico che in una nota contestano la decisione del comune di Cabras e ne auspicano la revoca.

«Il progetto a parole è destinato a utenti con disabilità fisiche, mentre in realtà – scrive in una nota la rappresentante del Grig di Oristano Luciana Miglior – come dichiara il direttore dell’Area Marina Protetta nella relazione tecnico- illustrativa, il progetto va incontro alle esigenze degli utenti diportisti in transito presso il campo di stazionamento di Tharros-Capo San Marco, i quali chiedono sempre più spesso di poter sbarcare al fine di poter visitare la zona archeologica di Tharros o anche soltanto per potersi recare presso i vari chioschi presenti».

Per gli ambientalisti vale anche in questo caso il vincolo di conservazione integrale nei 300 metri dalla battigia ma soprattutto si chiedono quale sia la «reale necessità di un ulteriore stravolgimento dei luoghi, di altra occupazione artificiale di suolo», e criticando gli interventi previsti, soprattutto con le opere morte, chiedono quale sia in particolare la posizione della Soprintendenza Archeologica su un intervento così vicino alle mura della vecchia città di Tharros. «Non sappiamo se il Comune e l’Area Marina Protetta abbiano ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, e su questo vigileremo», continuano, e «ci chiediamo se la funzione dell’Area Marina Protetta non debba essere la preservazione e la salvaguardia della parte di mare e di costa che è deputata a tutelare e non già a agevolare in ogni modo i possessori di barche affinché possano stazionare più comodamente in ogni angolo della costa e dell’Isola di Mal di Ventre»: Per il Grig questa sarebbe una «visione miope che bada solo al vantaggio immediato e non investe sul futuro della terra e delle prossime generazioni».

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