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Il Comune “sfratta” il noleggio di bici

ORISTANO. «Il Comune ha aiutato questa impresa a nascere, ora la vuole far morire». C’è amarezza nelle parole di Roberto Pigato, imprenditore di 33 anni. È il titolare di BikeOr, azienda di noleggio bici che si trova nell’area antistante il vecchio palasport di Sa Rodia, che gli è stata data in concessione dal Comune per nove anni nel 2012 e che oggi è interessata dai lavori per la realizzazione della circonvallazione. Il Comune gli ha intimato di abbandonare l’area entro il 31 luglio e di trasferirsi di poche centinaia di metri, verso la piscina, dove otterrebbe una nuova concessione, sempre da nove anni, un basamento in cemento e la predisposizione agli allacci.

Roberto Pigato spiega però che non può accettare queste condizioni: «Dopo aver buttato giù il fabbricato, mi servirebbero almeno 70mila euro per ricostruirlo. Sono risorse che non posso spendere. L’attività si è dovuta interrompere a causa del covid, ancora non sono riuscito ad ammortizzare l’investimento iniziale, anche perché la burocrazia ha rallentato di due anni l’apertura dell’attività. Mi si chiede di trasferirmi durante l’estate, periodo in cui lavoro di più, facendomi perdere tanti guadagni e provocandomi un danno d’immagine significativo, oltre a quello subito con la presenza del cantiere. Ho dovuto rifiutare l’offerta: questo vuol dire che resterò sino a febbraio 2022, quando scade la concessione, ma perdo il diritto alla nuova area».

Naturalmente, lo scontro avrà ripercussioni anche sui lavori della circonvallazione che non potranno essere completati fino a quando la vicenda non sarà risolta. La storia di BikeOr comincia nel 2010. «Il mio sogno era quello di fornire anche a Oristano un servizio che allora non era presente, quello del noleggio biciclette – spiega l’imprenditore –. Così partecipai al corso del Comune “Fai impresa a Oristano” e, dopo aver vinto due bandi pubblici, ottenni un finanziamento da 50mila euro e l’area pubblica in concessione. All’inizio, il fabbricato doveva sorgere venti metri più in là, dove oggi non sarebbe interessato dai lavori della circonvallazione, ma il Comune me lo fece spostare per realizzare il campo da basket».

La doccia fredda ad aprile di quest’anno, quando dice di aver scoperto di doversi spostare. «Resterò fino a febbraio 2022, e se necessario ingaggerò una battaglia sperando di coinvolgere la società civile, perché si tratta di un servizio molto importante. Non voglio soldi per me, chiedo solo che il Comune si faccia carico delle spese per il trasferimento nella nuova area, perché altrimenti devo chiudere».

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