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I missili sulla Polonia e il vincolo alla difesa collettiva Nato: cosa prevede l'articolo 5

“Non abbiamo informazioni per corroborare queste notizie, ma le prendiamo seriamente”, ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder. Quanto alla possibilità di attivare l’Articolo 5 del Trattato Nato, Ryder ha affermato che gli Usa sono “stati chiari” e sono pronti a “difendere ogni centimetro del territorio Nato”. Quella norma, infatti, vincola gli stati membri alla difesa collettiva

| 15 Novembre 2022

L’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che regola i rapporti all’interno della Nato, “è sacro“. Così si esprimeva Joe Biden il 26 marzo scorso, incontrando il presidente polacco Andrzej Duda. La Russia aveva invaso l’Ucraina da circa quattro settimane. Sette mesi dopo quelle parole tornano d’attualità, visto che due missili di Mosca hanno colpito il territorio polacco – che a differenza dell’Ucraina e un Paese della Nato – uccidendo due persone. “Non abbiamo informazioni per corroborare queste notizie, ma le prendiamo seriamente”, ha detto il portavoce, il generale Pat Ryder. Quanto alla possibilità di attivare l’Articolo 5 del Trattato Nato, Ryder ha affermato che gli Usa sono “stati chiari” e sono pronti a “difendere ogni centimetro del territorio Nato”. L’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, infatti, vincola gli stati membri alla difesa collettiva.

La norma stabilisce infatti che “le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti”. Di conseguenza, si legge, “se un tale attacco si producesse, ciascuna delle parti, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”.È poi stabilito che ogni attacco armato del genere citato, insieme a tutte le misure che vengano prese di conseguenza, siano immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza, che prenderà le misure necessarie per “ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali”. Ulteriori specifiche sull’argomento, si trovano nell’articolo 6 del trattato, dove si specifica che per “attacco armato contro una o più delle parti” si intende: un attacco armato contro il territorio di una di esse in Europa o nell’America settentrionale, contro i Dipartimenti francesi d’Algeria, contro il territorio della Turchia o contro le isole poste sotto la giurisdizione di una delle parti nella regione dell’Atlantico settentrionale a nord del Tropico del Cancro”. Inoltre, è considerato un attacco armato del genere anche quello “contro le forze, le navi o gli aeromobili di una delle parti, che si trovino su questi territori o in qualsiasi altra regione d’Europa nella quale, alla data di entrata in vigore del Trattato, siano stazionate forze di occupazione di una delle parti, o che si trovino nel Mar Mediterraneo o nella regione dell’Atlantico settentrionale a nord del Tropico del Cancro, o al di sopra di essi”.

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