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Guardie turistiche chiuse, l’ordinanza di Lai trova consensi tra i sindaci del nord

OLBIA. Anche l’altra Costa non ci sta. A stagione turistica partita neanche Aglientu, Badesi e Trinità d’Agultu hanno attivo il presidio di guardia medica turistica. I tre sindaci stanno valutando di seguire le orme del loro collega di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, che ha firmato un’ordinanza (inviata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Tempio) con la quale ordina all’Ats di riattivare immediatamente la guardia medica turistica. Lai è il primo sindaco della Gallura costiera a reagire ai gravi problemi della sanità sarda. Ma presto potrebbe non essere più solo. I sindaci sono sollecitati da utenti che hanno già bisogno della guardia medica che non c’è.


Aglientu. «Lai ha fatto bene – dice il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto – siamo pronti a tutte le azioni in nostro possesso per tutelare i nostri concittadini e i turisti. Senza guardie mediche è un disastro. Non è normale, in un’isola che si dice essere a vocazione turistica, promuovere il turismo e poi lasciare comuni come Aglientu – ma vale per tutti i comuni costieri che hanno presenze giornaliere che toccano punte di 40mila persone come noi – senza un minimo baluardo di assistenza medica». Tirotto aggiunge: «Senza poi pensare che per piccole urgenze risolvibili nella guardia medica saremo costretti a indirizzare gli infortunati verso i pronto soccorso già al collasso, che ovviamente non saranno grado di fornire assistenza». Tirotto ha cercato di affrontare l’emergenza consultandosi con l’Ats, con l’assessorato regionale alla Sanità e con lo stesso presidente Christian Solinas ai quali ha già scritto più volte: «Da loro non ho avuto nessuna risposta, spero che il presidente rifletta bene su questa situazione e trovi una soluzione in tempi rapidi».

Badesi. «La situazione è particolare e paradossale – spiega il sindaco di Badesi Gian Mario Mamia – abbiamo i locali pronti, li hanno preparati bene. Ci avevano promesso che il servizio sarebbe partito il 1° luglio. Ma è arrivato e niente. Poi, come data utile ci hanno dato il 15 luglio. Che è passato da una settimana. Non sappiamo che fare. Anche noi valuteremo tutte le cose da fare seguendo l’esempio di Francesco Lai. Anche per Mamia, la situazione è grave: la guardia medica serve per dare uno sfogo alla Croce Azzurra che lavora a ritmo serrato. «Abbiamo quasi tutti i villaggi pieni, come il paese. Ad agosto, siamo full e di giorno siamo scoperti. Per la notte c’è un presidio a Trinità. Promesse ma nessuna soluzione».

Trinità. Anche Giampiero Carta, sindaco di Trinità è sulla linea dei colleghi: «Non è possibile che in piena stagione non ci sia questo importante servizio. Ci muoveremo in tutte le sedi».
 

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