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Greentech Festival: Audi (di)mostra la sua sostenibilità

Il Greentech Festival di Berlino, evento nato in partnership con Audi, mostra come il futuro sostenibile dell’automobile non è solo relegato al riciclo delle batterie o alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La sostenibilità, per essere stimolante, deve rispettare l’ambito ambientale, quello economico e sociale. Dal 16 al 18 giugno, Audi parla delle sue tecnologie innovative attraverso il suo principale portavoce, lo stesso Oliver Hoffman, membro del Consiglio d’amministrazione per lo sviluppo tecnico di Audi.

Prove di laboratorio per il riciclo chimico della plastica
Prove di laboratorio per il riciclo chimico della plastica

Riduzione delle materie prime

Keynote, tavole rotonde e boot camp per approfondire come uno degli aggettivi che più si addice al termine sostenibilità è profittevole, cioè capace di generare dei profitti. Audi porta al Greentech Festival un progetto appena terminato con l’Institute  for Technology di Karlsruhe sul riciclo chimico per il recupero della plastica mista. Molte componenti plastiche delle vetture devono soddisfare precisi requisiti di sicurezza, resistenza a calore e rigidità strutturale. Finora, solo i materiali a base di petrolio si sono rivelati adatti in ambito automotive. Prodotti che nella maggiorate dei casi sono difficilmente riciclabili.

Da una parte abbiamo la plastica pura. Materiale che può essere smaltito meccanicamente e successivamente riutilizzato. E questo è ormai realtà. Mentre dall’altra abbiamo la plastica mista. Un materiale molto più difficile da riciclare per ottenere una materia prima adatta all’industria. Nasce così un sistema circolare intelligente che mediante un processo chimico fisico denominato pirolisi, trasforma componenti di plastica giunte a fine vita come serbatoi del carburante, griglie del radiatore o copricerchi, in olio di pirolisi.

Le qualità di questo olio, definito anche tac o bio-greggio, corrispondono a quelle dei derivati dal petrolio. Mentre i materiali prodotti attraverso il bio-greggio garantiscono le stesse caratteristiche dei componenti originali. Un ciclo che può ripetersi all’infinito. I manufatti prodotti a partire da bio-greggio, infatti, possono essere ulteriormente recuperati e riciclati. Un ciclo chiuso che consente, a guardar bene, di sfruttare meno materia prima a vantaggio del saldo energetico complessivo. La sostenibilità economica di questa ricerca ha spinto Audi a industrializzare questo nuovo ciclo produttivo.

Progetti pulizia delle acque di Audi
Progetti pulizia delle acque di Audi

Energia verde e pulizia delle acque

La produzione di elettricità necessaria per far viaggiare le auto a emissione zero provoca comunque emissioni di CO2. Ecco perché Audi sta già promuovendo l’elettricità verde. Insieme a diversi partner del settore energetico, la casa dei quattro anelli prevede di costruire nuovi parchi eolici e solari in Europa entro il 2025 per avere un totale di circa 5 terawattore di elettricità verde aggiuntiva. L’espansione delle fonti energetiche rinnovabili su scala industriale è il prossimo passo. Questa scelta è funzionale all’aumento della quota di elettricità verde al crescere di auto elettriche. «Il nostro primo progetto, un enorme parco solare nel Mecklenburg-Vorpommern, entrerà in funzione già nel 2022», ha affermato lo stesso Oliver Hoffmann.

Dall’energia rinnovabile a progetti direttamente legati alla salvaguardia dell’ambiente, o meglio delle nostre acque. Il primo progetto prende il nome di Urbanfilter e si occupa di filtrare le microplastiche dove vengono create. In pratica, speciali filtri posizionati in ambiente urbano intrappolano le microplastiche dell’usura dei pneumatici e di altre particelle inquinanti prima che vengano scaricate nelle fogne e nei corsi d’acqua insieme all’acqua piovana. Rimanendo in tema idrico, Audi insieme alle start-up Everwave e Clear Rivers sta lavorando per liberare fiumi e oceani dai rifiuti di plastica.

l'app Ecomove
l’app Ecomove

Attenzione ai diritti umani

Il Grenntech Festival è anche il momento per dimostrare cometa la tecnologia, in particolare quella legata all’Intelligenza Artificiale, può contribuire al rispetto dei diritti umani. La filiera della produzione automobilistica è davvero lunga e complessa. Per questa ragione, da ottobre 2020, algoritmi intelligenti analizzano le notizie, relative ai propri fornitori, provenienti da ogni fonte disponibile: in particolare media online e social network. Questa analisi, che coinvolge 150 paesi, comprende sia i rischi legati all’inquinamento ambientale, sia le violazioni dei diritti umani e la corruzione. Tutte le informazioni ritenute rilevanti vengono trasmesse ai responsabili della casa automobilistica.

Infine, Ecomove una nuova app digitale per aiutare gli utenti a comprendere e ridurre la propria impronta di carbonio derivante dalla mobilità. L’app riconosce automaticamente quale mezzo di trasporto gli utenti stanno utilizzando e calcola un punteggio di mobilità personale. Per migliorare questo punteggio, Ecomove motiva scherzosamente gli utenti a rendere la loro mobilità più sostenibile. Le ricompense sotto forma di trofei vengono utilizzate per incoraggiare gli utenti ad apportare cambiamenti positivi nel loro comportamento. Inoltre, gli utenti possono compensare le emissioni residue tramite l’app.

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